Dipartimento Robotica di Magellan Robotech: “Contagi a zero dal 7 maggio e picco già raggiunto il  27  marzo”

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Sono ora note e sono state comunicate a tutte le filiali Stanley in Europa le conclusioni di uno studio commissionato dal Board di Stanley al dipartimento di robotica della compagnia di Liverpool, in relazione al presumibile andamento dell’epidemia Covid-19 nelle  prossime  settimane.  È  lo  stesso  dipartimento  che  sta  creando  il  Robot umanoide Alicia e che utilizza tecniche avanzatissime per l’animazione di prodotti virtuali. Il virus è stato trattato con un modello matematico che ha interpretato la pandemia come se fosse portata da uno sciame di robot ostili. Ogni singolo virus è stato considerato come se fosse un piccolo robot (‘nano robot’) e ne sono stati analizzati gli effetti, in relazione ai suoi movimenti, con le stesse tecniche di previsione logistica connesse al movimento simultaneo di milioni  di  droni  softwarea  bassissimo  livello  di  cooperazione  (sciami).  

Si  tratta di una tecnica messa a punto per la prima volta nel mondo in casa Magellan Robotech per software specializzati in  grado  di simulare  movimenti  di  entità  virtuali,  ma  ad  alto livello di cooperazione. Uno  specifico  modello  matematico  ha  permesso  di superare  la difficoltà nell’individuare il livello corretto di cooperazione dello sciame nel caso della applicazione alla pandemia. Sono stati inseriti nel modello sia i dati della Protezione Civile e delle Autorità Sanitarie dei vari  Paesi, che  quelli  dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, destagionalizzati con tecniche econometriche simili a quelle utilizzate per stabilizzare i dati utilizzati nei modelli di previsione degli istituti di ricerca economica. Sono state aggiunte previsioni il più possibile veritiere sul comportamento dei cittadini, nelle varie nazioni, in relazione al grado di obbedienza alle prescrizioni dell’autorità.

In particolare, sono stati realizzati singoli modelli di previsione per la Cina e per le otto nazioni dove Stanley è presente con sue attività: Inghilterra, Danimarca, Belgio, Italia, Romania, Croazia, Malta, Cipro. La Cina, avendo ormai dati molto stabilizzati, è stata usata come ‘paziente’ di controllo e punto di riferimento, per assegnare dei livelli di ‘gradi di obbedienza’ alle altre autorità che fossero numericamente tarati sul massimo cinese. Alla Cina, quindi, è stato assegnato il livello di obbedienza ‘100’ e livelli minori via via agli altri Paesi secondo una graduatoria che comunque non verrà resa pubblica. Ci piace però dire che l’Italia, che ritrova sempre la sua grande forza nei momenti difficili, è stata valutata al terzo posto della graduatoria, con un grado di obbedienza ‘alto’ e possiamo ben dire che, pur nella tragedia, è stata esempio assoluto, citato ora in tutto il mondo, di abnegazione del personale medico pubblico e privato e di esemplare comportamento dei suoi cittadini.

Il Board di Stanley, al fine di valutare il danno della chiusura forzata di tutti i suoi punti negli otto Paesi in cui opera, aveva richiesto di stimare per ognuno di tali Paesi due parametri fondamentali: 1) il momento del picco e 2) il momento in cui il numero dei contagi giornalieri avrebbe raggiunto le 0 (zero) unità. Premesso che per picco si intende il momento in cui la curva  dei  contagi  passa  da aumento  esponenziale (concavità  rivolta  verso l’alto) ad aumento logaritmico (concavità rivolta verso il basso), e che il numero dei contagi a zero è il  momento  in  cui  la  curva  raggiunge  il  suo massimo  in  termini  di  soggetti contagiati, il modello ha fornito tali due parametri, ovviamente anche molto diversi da nazione a nazione.

I dati riguardanti l’Italia sono i seguenti: secondo il modello Magellan il picco per l’Italia è stato già raggiunto 4 giorni fa, il 27 marzo; il numero dei nuovi contagiati, dopo il 27 marzo, ha cominciato a diminuire e diminuirà con crescente andamento logaritmico, raggiungendo il suo minimo (contagi a zero) il 7 maggio del 2020. Il margine di errore, in termini di giorni, è pari a 4 giorni in più o in meno. La percentuale che il modello fornisca effettivamente dati corretti è dell’88%. Secondo Magellan Robotech, quindi, il numero di nuovi contagi potrebbe essere a zero in qualsiasi momento tra il 3 e l’11 maggio, ma la data più probabile, fortemente dipendente dalle ipotesi sottostanti al modello, è la data del 7 maggio. Da tale data sarà auspicabile e necessario mantenere la massima prudenza nei comportamenti di tutti per almeno altri 14 giorni. Il via libera del governo italiano per la ripresa delle attività in Italia può quindi essere stimato per l’ultima settimana di maggio.

La Stanley ha attualmente operative solo attività online, con tutti i punti fisici in Europa chiusi, in  attesa  di  differenti indicazioni  da ciascuna  Autorità  locale. Approfittiamo dell’occasione per invitare tutti coloro che si riconoscono come agenti della Stanley, in tutta Europa, ad osservare  le  disposizioni  delle  autorità  con  lo  scrupolo e  l’attenzione più assoluti e a rimanere  in  casa. La Stanley ha chiesto altrettanto a tutti i suoi dipendenti e associati. L’obbedienza assoluta ci porterà quanto prima alla fine della pandemia. Il dottor Giovanni Garrisi, CEO di Stanley, ideatore del modello matematico di Magellan, raggiunto telefonicamente a Malta ha lanciato un allarme: “Mi auguro che le previsioni del nostro ufficio studi siano corrette, almeno sostanzialmente. C’è però un rischio. Infatti, il nostro modello mostra che l’andamento del contagio nei prossimi giorni collassa con tasso di decremento esponenziale. In poche parole, vedremo i nuovi contagiati diminuire ogni giorno con sorprendente rapidità, ma poi la curva si adagerà in una snervante altalena, giorno per giorno, fino a raggiungere lo zero di nuovi contagi agli inizi di maggio. Quindi è possibile che si generi nei prossimi giorni, tra il 7 e il 15 aprile, un senso di euforia, come se ormai il problema fosse superato. Attenzione, non è così! Un rallentamento dell’osservanza più assoluta delle raccomandazioni delle autorità potrebbe generare una ripresa della pandemia. Dobbiamo restare tutti assolutamente chiusi in casa non solo fino al momento dell’arrivo del giorno in cui viene dichiarato che non ci sono nuovi contagi, ma anche oltre. Tutto il settore, però, può cominciare a pensare che la riapertura, se ci manterremo tutti osservanti e rigorosi, in relazione alle prescrizioni delle autorità, non tarderà oltre la fine di maggio”.