Calabria : Klaus Davi resta fuori dalla giunta

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L’accusa di alcuni consiglieri “nei suoi video infanga la Calabria”

di Mario Modica  

Troppo rompiscatole, sfrontato, irriverente per essere ammesso nelle ovattate atmosfere del Consiglio Regionale  Calabrese. Klaus Davi che pure aveva raccolto gli elogi pubblici della neo presidentessa della regione più povera di Italia  Jole Santelli, e con la quale ha un ottimo rapporto personale di vecchia data, interpellato via Ansa  per un suo coinvolgimento nel rilancio dell’immagine della Calabria, resta fuori.  

Alcuni quotidiani avevano parlato di un dicastero dedicato all’immagine e alla promozione, una sorta di sottosegretariato tecnico . Ma benché sia stimato trasversalmente, all’attivo ottimi rapporti con Silvio Berlusconi e con Matteo Salvini dovuti anche alla sua decennale attività nella comunicazione politica. Il massmediologo resta  un personaggio scomodo. 

Tra i suoi ‘nemici’ vengono annoverati alcuni consiglieri dell’UDC come Nicola Paris e il deputato forzaitaliota Francesco Cannizzaro . Nulla di particolarmente virulento , ma normali antipatie ‘caratteriali’ ci vengono descritte da persone a loro vicine. Viene anche detto che a diversi altri esponenti della casta locale non piace granché  la sua azione ‘anti Ndrangheta’ non  tanto nella sostanza,  quanto nello ‘stile’ definito in una recente riunione  da alcuni consiglieri regionali ‘anti calabrese’. 

L’accusa formulata non riguarda l’impegno in quanto tale, ma i messaggi che trasmette. Un mantra che ha colpito o colpisce un po’ tutti i cronisti di inchiesta. Davi da anni è autore di reportage in testa alle classifiche di YouTube in cui irride o insegue i Mammasantissima dalla Lombardia alla Sicilia. Paradossalmente, rivelano sempre  gli esperti di bizantinismi ,  è stato proprio il pubblico  riconoscimento della Santelli a scatenare gli ‘oppositori’ occulti e  che hanno fatto quadrato contro di lui.

Comunque,  i rapporti con la neo presidente cosentina della Regione  restano comunque ottimi e il giornalista porta a casa in queste ore  un importante riconoscimento simbolico: la presidenza del Consiglio comunale del travagliato comune di San Luca, noto a livello planetario per le sanguinose faide di Ndrangheta. Per fare questo la giunta che governa il comune aspromontano è arrivata addirittura a cambiare lo statuto. Segno che il suo impegno ha fatto breccia nel non facile popolo dell’Aspromonte. Una piattaforma da una parte ideale per costruire un percorso politico in un territorio come la Locride, che sicuramente Klaus saprà far ‘vibrare’ e chissà che i movimenti provocati non causeranno, a distanza,  anche qualche sussulto nei palazzi ovattati di Catanzaro.