Corona virus la Calabria rischia una strage, ma Santelli non nomina giunta

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A due mesi dal voto la regione governata da Forza Italia è nel caos

Di  Mario Modica

Jole Santelli

Il popolo calabrese ha eletto la sua presidente quasi due mesi fa, ma gli elettori non possono ancora contare su una giunta operativa che affronti i gigantesci problemi che si profilano all’orizzonte con  il molto probabile boom dei contagi che ci sarà  nella regione  al sud del Pollino. Il numero  degli infetti snocciolato dalle autorità in queste ore  per fortuna è ancora basso, ma tutti sanno in quali condizioni medievali versi la sanità calabrese, e dire che ci sia allarme tra gli operatori è poco. I posti letto sono risicati e se il ‘Covid 19’ dovesse galoppare, centinaia di calabresi rischierebbero  di dover  morire letteralmente  per strada.

Forza Italia, alla cui casella è iscritta la cosentina Jole Santelli che ha stravinto le elezioni di fine gennaio  , sta dando prova di una gestione abbastanza ‘rallentata’ e sinceramente poco responsabile    di una situazione  delicatissima . L’unica Regione governata dal partito di Silvio  Berlusconi potrebbe precipitare in una crisi sanitaria senza precedenti. Come ci si  sia arrivati è un lungo discorso. Il depauperamento della sanità è stato sistematico e nessuno ha mai fatto   granché  per arginarla, e qui la Santelli non c’entra nulla, visto che la sanità in Calabria è commissariata da anni .  Non si può dire, però,  che questo valga  per  la politica in generale che ha espresso ministri senatori e deputati in quei territori  che si sono sempre voltati dall’altra parte sul tema, vai a capire perché….. . Non ha brillato neanche lo Stato, visto che le inchieste sulla sanità e sull’ambiente in Calabria si contano sulle dita di una mano anche perché l’emergenza ‘Ndrangheta – spesso collegata alla questione ospedali e nomine dei primari –  assorbe comprensibilmente  l’impegno delle  procure. E quelle poche , coraggiose inchieste  che ci sono state, non sono propriamente passate alla storia per aver ottenuto  sentenze esemplari.  Se si pensa che a tutt’oggi non è stato possibile chiarire chi abbia commissionato  la morte di Francesco  Fortugno, esponente del Pd sacrificato, come tutti sanno, sull’altare del ‘controllo’ di un ospedale – quello di Locri – si capisce che il tema sia  decisamente ‘scottante’. Sicuramente più impegnativo delle campagne d’opinone sui rimborsi spese dei consiglieri regionali o sui furbetti del cartellino.

Inutili gli accorati  appelli di Mara Grazia Laganà, combattiva vedova  dell’esponente della Margherita  a trovare i ‘mandanti’ dell’assassinio di suo marito ( i killer operativi, non senza difficoltà ,  sono stati invece inchiodati da un tosto PM come Giuseppe Creazzo,  che non ha caso però  la politica ha osteggiato in tutti i modi, anche recentemente ) . Va detto, per onestà,  che è stata anche disastrosa l’esperienza decennale dei commissari governativi,  distintisi per  una inettitudine e incapacità  senza pari, che hanno addirittura dato prova di una gestione ancora più catastrofica di quella dei partiti.

Guardandola la questione  da fuori, ci si chiede come sia possibile che  quel che resta (poco) di una classe dirigente  locale ,   abbia potuto fare di un settore chiave letteralmente ‘carne di porco’, senza che nessuno sia intervenuto seriamente. Ma ora, sinceramente,  poco importa di chi sia la colpa. Il Covid 19  sta pericolosamente germogliando da quelle parti, e la Santelli si trastulla in inutili riunioni senza neanche riuscire a nominare una degna squadra di governo, tanto per avere una idea della sua tanto sbandierata forza politica nelle piazze romane. E se l’inizio è questo….. Ma qui la questione non è solo   politica. Qui a rischiare sono due milioni di calabresi. Per parafrasare il sempre saggio Giancarlo Giorgetti, se sopravviveranno o meno all’imminente flagello  ‘non sembra fregare nulla a  nessuno.’