Fraschini: un consiglio al consigliere 

di Maurizio Badiani

Il fatto è ancora da accertare: ma é probabile che il coronavirus prima di arrivare ai polmoni prenda alla testa. Altrimenti non si spiegherebbero tanti sgangherati sproloqui che in questo periodo inondano tv, giornali e, ça va sans dire, la “rete”.

Massmediologi, tuttologi, fattucchiere e apprendisti stregoni aprono la bocca per dire la loro su un fatto che é ancora un mistero e intorno al quale solo pochi “accreditati” dovrebbero essere autorizzati a poter esprimere un’opinione più che ponderata.

Le parole sono macigni. E ancor più lo sono in tempi di animi esasperati come questi in cui i nervi di ciascuno sono a fior di pelle.

Quindi meno se ne usano, meglio é. Questo il suggerimento che avrei voluto dare al giovane consigliere di Pavia Niccolò Fraschini prima che mettesse mano alla tastiera, per buttar giù, in evidente stato di alterazione, il suo post al vetriolo che, come un nuovo virus, ha velocemente appestato la rete.

Niccolò Fraschini

Purtroppo sono arrivato tardi e il giovane Niccolò ha dovuto pagare il fio per i frutti – francamente indigesti – del suo giovanile ardore. In risposta a qualche svaporato del sud che si era lasciato scappare un anatema contro i Lombardi considerati degli appestati da tenere lontani dalle regioni più baciate dal sole, il nostro baldo giovine ha impugnato la spada di Pontida e con quella si é messo a menar fendenti a destra e manca. A manca contro i cugini d’oltralpe rei di non avere ancora appreso l’esistenza del bidet, a destra contro i più lontani Rumeni colpevoli di aver sfrattato i topi dalle fogne per darle in comodato d’uso ad orde di fanciulli abbandonati. Nè poteva mancare un colpo tagliente contro i Partenopei che con i vibrioni del colera, com’é risaputo, ci vanno a nozze. 

Benedetto figliolo: prima di parlare e, soprattutto, prima di scrivere, pensa. 

Pensa a come saranno lette le tue parole da parte di coloro a cui le hai rivolte. La sensibilità, il rispetto, un sano e misurato senso di orgoglio per il luogo in cui si nasce e si cresce, non sono prerogativa dei pavesi ma un legittimo patrimonio di tutti. 

Se scateniamo una guerra tra poveri cercando un untore che non c’è aggiungiamo solo male al male.

Che, di questi tempi, é la sola cosa che non ci manca.