Storiella Zen (per i nostri giorni) 

di Maurizio Badiani

Maurizio Badiani

Non ricordo né dove né quando l’ho letta. In fondo potrei anche averla scritta io. Ma non é così. Questa breve storia affonda le sue origini in una cultura antica di un paese lontano. 

Un signore colto e benestante, nonostante il successo di cui godeva, non si sentiva appagato. Di voce in voce gli era giunta all’orecchio la fama di un vecchio saggio che aveva raggiunto il difficile traguardo della felicità. 

Forse il vecchio saggio avrebbe potuto aiutarlo. Fu così che il ricco signore decise di mettersi in cammino per incontrarlo. Il viaggio fu lungo ed aspro come lo sono sempre i viaggi di ogni fiaba.

Il signore scalò montagne, attraversò pianure, guadò fiumi pur di raggiungere la sua meta. Finalmente il giorno tanto ambito arrivò. Un’ultima faticosa scalata lo portò davanti ad una modesta capanna dove viveva il vecchio saggio.

Il signore fu fatto entrare. Il vecchio gli stava davanti, seduto a gambe conserte su un logoro tappeto. Con un gesto lento della mano l’uomo lo invitò a sedersi e lo ascoltò.

“Sono venuto – disse il signore trepidante – perché non sono felice e vorrei apprendere da voi il segreto della saggezza, se mai si può imparare.”

Il vecchio fece un cenno col capo. Poi, in silenzio, cominciò a versare lentamente del tè nella tazza fatta portare apposta per l’ospite. Il tè ormai aveva quasi raggiunto la metà della tazza ma il vecchio continuava a versarlo. 

Il signore seguiva il rito con crescente apprensione. Il livello del tè raggiunse l’orlo della tazza ma, quasi fosse incantato o totalmente immerso nei suoi pensieri, il vecchio dalla barba bianca continuava a versare il tè che, colmata la tazza, colava ora lungo i bordi inondando il tappeto sottostante.

“Ma…maestro…” disse titubante il signore ” Il tè…non sta più nella tazza…è colma!”. “Lo so, amico” gli disse benevolo il maestro. 

“Esattamente come é colma di idee preconcette la tua mente!. Come faccio a immettere la mia saggezza nella tua testa se tu prima non la vuoti di tutti pregiudizi che la ingombrano?” .

In un momento come quello che stiamo attraversando, dove gli scontri ideologici sono all’ordine del giorno,  mi é parso utile ricordare questa breve storiella che contiene in sé l’invito ad aprirsi alle idee altrui, anche se queste sono – o ci appaiono – agli antipodi delle nostre.