C’è differenza tra la format radio e la radio di flusso?

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di Claudio Astorri www.astorri.it

La Format Radio e la Radio di Flusso avranno pure riferimenti di origine alquanto simili ma hanno missioni e potenzialità differenti in modo significativo. Entriamo insieme nel dettaglio e nel dibattito?

Dopo la lettura della domanda nel titolo state ancora leggendo? Desiderate pure avere una risposta e/o un confronto di idee? Se avete risposto due volte consecutive con il sì, allora siete proprio dei malati. Come me. Studenti o operatori della Radio che si domandano i perché, le definizioni, le differenze. Una rarità. Grazie di esserci.

Sì, lo dichiaro. Non sopporto che si confonda il concetto della Format Radio con la Radio di Flusso. Inaccettabile. Vi invito a scoprire il perché di tanta emotività ma se già pensate che si tratti solo di una differenza di lana caprina non proseguite nella lettura. Quindi la mia risposta alla domanda del titolo è: sì, eccome se c’è differenza! Proseguire per credere.

La genesi della Format Radio

La Format Radio nasce rigorosamente negli U.S.A. ed è il frutto della normativa di quel Paese in materia Radiofonica oltre che di una cultura di servizio differenziato per coprire tutta la popolazione. I punti originari non sono pochi ma in estrema sintesi possono essere individuati in due prioritari: la pianificazione delle frequenze AM/FM e la gestione della materia giornalistica.

L’organizzazione della FCC, l’Ente Federale delle Comunicazioni, conta sulla evoluzione centenaria della Radio negli U.S.A. L’attribuzione delle frequenze è sempre stata basata sul criterio dei livelli di licenza. Trasmissioni sempre e solo omnidirezionali per tutte le stazioni. Antenne, altezze da terra e potenze a step di crescita condizionati dal percorso aziendale e dalla qualifica soggetta a esami di abilitazione a più livelli dell’ingegnere responsabile dell’impresa Radio.

Curioso, no? Qui c’è il direttore responsabile come figura legale preminente nell’emittente Radiofonica. Negli U.S.A. c’è l’ingegnere responsabile. Coerenza con la cultura Broadcast e centralità della cura tecnica nella primaria garanzia del rispetto dei requisiti dell’emissione.

Le emittenti con le licenze migliori in AM/FM competono negli U.S.A. per la serie A degli ascolti e del mercato commerciale partendo dalle medesime basi tecniche. Le loro frequenze sono assolutamente identiche nei segnali per la copertura del territorio, sia in AM che in FM. Ciò vale poi anche per la serie B e C. E quindi? E quindi le aziende Radiofoniche sono costrette a competere sulla differenziazione editoriale e sul marketing conseguente.

La Format Radio, figlia della differenziazione

La Format Radio nasce quindi da un sistema tecnico e normativo oltre che culturale di differenziazione in cui prima di tutto si distinguono le Radio informative, e comunque tutte completamente parlate, da quelle musicali. E poi all’interno delle 2 diramazioni assolute, che spesso coincidono con le intere bande AM e FM, si distinguono i formati specifici allocati in una logica di servizio al mercato lungo gli assi socio-demografici della popolazione.

Ricordo che i contenuti della Radio sono 4, non in ordine di importanza che varia in base ai target: essi sono Musica, Conduzione, Attualità/Informazione e Interattività.

La peculiarità della Format Radio è che essa utilizza solo 2 dei 4 contenuti in modo preminente della Radio. L’interattività è da individuarsi in uno strumento complementare sia per le Radio Musicali che per quelle Informative. Le Radio musicali utilizzano quindi la Musica e la Conduzione mentre quelle Informative si servono della Attualità/Informazione e della Conduzione.

Dato il sistema normativo e la differenziazione non c’è motivo perché una Format Radio musicale aggiunga l’Attualità/Informazione come per una Informativa è solo dannoso integrare la Musica. Il sistema espelle quegli ibridi attraverso una terminologia persino dispregiativa: “MOR – Middle Of The Road”. Come se non avere una identità di formato precisa sia un atto non meritevole di etichetta.

La gestione del giornalismo e la Format Radio

In un Paese con spazi giganteschi e complessità distributive per la carta stampata fuori dalle grandi città il ruolo informativo ha visto i mezzi elettronici con la Radio in primis sempre in massima evidenza e perfino in prevalenza. E’ da tanti decenni che la Radio negli U.S.A. è il primo mezzo di informazione, senza dubbio alcuno e confermato da ricerche molto qualificate annualmente.

Ci sono dei perché di questo conseguimento? Probabilmente l’assenza di un Ordine dei Giornalisti ne è un fattore a supporto. L’associazione RTNDA che raccoglie i giornalisti opera da decenni perché il Governo Federale non faccia nascere l’Ordine. Sono gli stessi giornalisti che non lo vogliono perché, a loro dire, causerebbe una linea diretta e insopportabile tra potere politico e libertà di espressione.

Il comitato di redazione e la sindacalizzazione estrema dei giornalisti italiani, che ha portato a costi per le imprese sui benefici sociali assolutamente superiori a quelli dei dirigenti, negli U.S.A. non sussistono. La flessibilità giornalistica dentro un quadro normativo chiaro e molto stabile del mezzo Radiofonico ha fatto proliferare l’emittenza sulla Attualità/Informazione come in nessun altro Paese al mondo e con differenziazioni formidabili.

I benefici di ciò sono appunto e ricadono completamente nel sistema e nei suoi lavoratori che crescono più nel merito che nella garanzia. Le Format Radio prevalentemente musicali non hanno bisogno di aggiungere il contenuto di Attualità/Informazione. E quelle Informative non devono mescere anche la Musica.

In estrema sintesi la Format Radio anche musicale nasce e si sviluppa soprattutto dove l’Attualità/Informazione è libera di esprimersi e di crescere.

La genesi italiana della Radio di Flusso

La Radio di Flusso è un fenomeno italiano e poi europeo. E nasce in sistemi in cui fino al 1975 c’è stato il monopolio del Broadcaster pubblico, nel caso italiano da parte della RAI. Quest’ultima e per mano dei “professori” alla guida dell’inizio di millennio ha persino letteralmente distrutto quella banda AM sulla quale negli U.S.A. è nato invece il sistema della Format Radio.

Vi sono prima di tutto affinità tra la Format Radio e la Radio di Flusso. Sì a missione e caratterizzazione prevalente sulle 24 ore, no a programmi come interfaccia tra stazione e individuo, branding della funzione e riconoscibilità immediata. Format Radio e Radio di Flusso hanno pertanto la stessa discendenza, in qualche modo sono cugine.

A differenza della Format Radio, tuttavia, la Radio di Flusso integra a Musica e Conduzione anche Attualità/Informazione. Quindi lavora su 3 contenuti e non su 2. Perché? Per lo spazio lasciato libero dal broadcaster pubblico nel segmento Informativo e per la scarsa presenza di soggetti commerciali specializzati in tal senso.

Nel panorama italico RAI RADIO 1 e RADIO 24 non possono certamente sostenere di essere due Format Radio di tipo Informativo. La prima è una Radio generalista, sì con una connotazione prevalente sulla Attualità/Informazione ma con tanta Musica e perfino programmi di intrattenimento nei peak time. La seconda è una Radio di programmi parlati in cui la connessione al tempo reale è volutamente chiusa per molte ore del suo monolitico palinsesto.

La sfida competitiva della Radio di Flusso

La Radio di Flusso ha una sfida interna e una rivolta al mercato. Quella interna è di realizzare un’offerta fluida, ecco il perché della parola flusso, che sappia combinare Musica e Conduzione a Attualità/Informazione, creando una curva di attenzione di elevata compatibilità nell’ambito dei singoli minuti e della giornata. Per quanto mi riguarda ciò è in parte arte e in parte scienza. Non è proprio da tutti. Servono competenze estese e capacità di sintesi non banali.

Al momento RTL 102.5 ma anche R 101 e altre condensano il momento di Attualità/Informazione dell’ora tutto all’inizio della stessa e in un unico “panino” con GR, Info-Mobilità, Meteo e Sport in sequenza più o meno simile. E’ Radio di Flusso? Oppure è Format Radio con uno spicchio orario di Attualità/Informazione? La valutazione è a chi legge. Certamente RDS ha avviato un serio percorso di flusso propriamente concepito senza le ambiguità di cui sopra ma è rimasta alla release del 2001. Si può innovare e molto.

La sfida esterna e verso il mercato della Radio di Flusso è rappresentare un’offerta breve, essenziale e sempre percepibile che combini in sequenze bilanciate Musica, Conduzione e anche Attualità/Informazione. Ricca di voci e di suoni, non con semplici notiziari piatti e senza riferimenti dal mondo che sono purtroppo largamente tipici. La spettacolarità e la ricchezza nella Musica e nella Conduzione devono riconoscersi anche nella Attualità/Informazione.

Fino a quando non vi saranno Format Radio basate sulla Attualità/Informazione le Radio di Flusso più o meno compiute avranno buon gioco nel ricevere dal pubblico un livello di gradimento particolarmente elevato.