Le radio nazionali alla prova del quarto d’ora medio di TER 2019

di Claudio Astorri www.astorri.it

I dati annuali di TER 2019 segnalano novità molto interessanti nell’ascolto del quarto d’ora medio. Le scopriamo insieme? Tra tante sorprese c’è una certezza. RADIOFRECCIA continua a crescere e l’editore incaricato Daniele Suraci (nella foto) sorride…

Daniele Suraci

Repetita iuvant. Con scuse sentite ai lettori di lunga data che l’hanno letto qui molte volte. Il dato del quarto d’ora medio è l’indicatore più interessante nel valutare l’ascolto di una emittente Radiofonica. In particolare ciò è vero se l’osservazione è condotta a fini della valorizzazione commerciale, ma non soltanto.

Gli ascoltatori settimanali e quelli del giorno medio rappresentano dei bacini, le dimensioni di 2 tipologie di copertura. Si tratta di dati che ci dicono quanti ascoltatori differenti sono transitati al termine dei 7 giorni o della giornata all’ascolto di una singola stazione Radiofonica. Sono dati di una sorta di tornello settimanale o giornaliero degli ascoltatori di una stazione.

Tuttavia si potrebbe trattare di individui che hanno tutti ascoltato, in teoria e agli estremi, un solo quarto d’ora o la totalità dei quarti d’ora della giornata. Nei 2 casi estremi si hanno valorizzazioni del servizio Radiofonico in termini di durata d’ascolto completamente e ovviamente opposte. E’ quindi fondamentale introdurre un criterio meritorio che pesi anche il tempo conferito all’ascolto, non solo il transito.

Il dato del quarto d’ora medio indica per convenzione quanti ascoltatori sono mediamente sintonizzati tra le 6 e le 24. E’ un tornello aggiornato ogni quarto d’ora fino al suo dato medio, quello di fine giornata. E’ in altre parole la moltiplicazione della copertura giornaliera per i tempi di ascolto di tutti i singoli individui che hanno seguito una emittente Radiofonica.

Le TOP 5 della Radiofonia nazionale

Come è noto vi sono 5 emittenti nazionali commerciali che si contendono la prime posizioni del comparto Radiofonico sin dal 1990. Le definisco “TOP 5” perchè sono un gruppo a sè, un vero e proprio campionato di serie A. In 30 anni non c’è mai stata una sesta emittente che le abbia minimamente sfiorate nel dominio. Si cambiano di posizione negli anni ma sono sempre al vertice.

E’ il vantaggio competitivo che hanno acquisito nella copertura del segnale e nel branding dal momento in cui la Legge Mammì trasformò il Far West della FM in un sistema regolamentato, nelle premesse di un’industria. Si tratta di RTL 102.5, RADIO 105, RADIO DEEJAY, RDS 100% GRANDI SUCCESSI e RADIO ITALIA SOLO MUSICA ITALIANA.

Il grafico è eloquente. RTL 102.5 e RADIO 105 hanno mantenuto le prime 2 posizioni ma sono in una fase di caduta evidente. I 2 leader sono quindi dal 2019 più raggiungibili dagli altri 3 soggetti della TOP 5. Ciò rende la competizione ancora più interessante.

RTL 102.5 perde nei dati del 2019 non solo la soglia psicologica del 10% ma anche un rimarchevole -7% sul dato del 2018. La perdita sul 2017 dagli ultimi dati ammonta peraltro a un -11,07%. Il trend appare chiaro e nemmeno il potentissimo booster della Radiovisione sembra essere sufficiente a contenere l’emorragia.

RADIO 105 perde un -4,52% sul 2018 che è un -17,16% sul 2017. La distanza dal competitor storico e contendente di formato Personality Radio che è Radio Deejay ammontava a 2,67 punti di share nel 2017. Nel 2019 è scesa a 0,5 punti di share. Non proprio benissimo per l’acquisizione dell’emittente da parte di RADIO MEDIASET.

Cambiamento al terzo posto. Questa è la notizia. RDS perde il -3,5% dell’ascolto nei quarti d’ora collocandosi alla share del 7,16%. Contemporaneamente RADIO DEEJAY guadagna un +2,23% (unica tra le TOP 5 a crescere) superando l’emittente di Eduardo Montefusco al 7,32% di share. RADIO ITALIA rimane quinta in un regime di sostanziale stabilità.

Una nota interessante e di trend riguarda la TOP 5 nel senso della somma, come se fosse un comparto. Lo strapotere era misurabile nel 2017 con la share cumulata del 40,84% sull’intero ascolto Radiofonico. Il resto dell’ascolto include le altre Radio nazionali, quelle pubbliche e infine tutte le locali. Dopo 2 anni di perdite nel 2019 la share complessiva è oggi al 38,54%. Il prezzo del generalismo? Torneremo con un focus su ciò alla pubblicazione dei volumi, il 10 marzo.

Le altre Radio nazionali

Ecco cosa succede nelle posizioni della Radiofonia nazionale dalla sesta alla diciassettesima posizione, sempre nella rilevazione della share del quarto d’ora medio.

Mentre tra le TOP 5 c’è un trend di compattamento tra le posizioni, al di sotto di tale livello si osserva una tendenza di allontamento dalla possibilità di raggiungere l’asticella dei leader. Non sono buone notizie per chi vorrebbe poter osservare maggiore competizione.

RAI RADIO 1 è un po’ nella via di mezzo tra le TOP 5 e il resto dei competitor nazionali. A seguire c’è il “Club del 3%” in termini di AQH share in cui troviamo RADIO KISS KISS, VIRGIN RADIO, RAI RADIO 2 e RADIO 24. Una via l’altra.

RADIO KISS KISS sta festeggiando il significativo balzo nel 2° semestre 2019 a ben 3.122.000 ascoltatori nel giorno medio. Contemporaneamente e senza rovinare la meritata festa alla famiglia Niespolo giungono tuttavia alcune riflessioni da attivare sul fatto che il quarto d’ora medio in un anno sia in realtà sceso dal 4% al 3,85%.

Dal grafico si nota poi a vista che esiste anche un “Club del 2%”. E’ una sorta di trenino di emittenti con RADIO CAPITAL a guidarlo e poi in sequenza R 101, M2O, RAI RADIO 3 e RMC RADIO MONTECARLO. Ha ora diritto all’accesso a questo gruppo anche RADIOFRECCIA che ha realizzato la crescita più ripida, ancora una volta. Un bel +27,61% porta l’emittente guidata da Daniele Suraci all’1,71% di share.