Dal pennarello a Internet. I mille modi per assicurarsi un posto (da imbecille) nella storia

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di Maurizio Badiani

Maurizio Badiani

Svastiche e croci a sei punte, accompagnate da qualche scritta stolida o blasfema, spuntano in questi giorni come funghi dopo un temporale. Rigurgiti preoccupanti di un antisemitismo crescente ma anche, credo (e spero!), frutto di un fenomeno di  emulazione mediatica. 

In fondo basta vergare con un gessetto una scritta su una porta per avere la certezza di vederla il giorno dopo in Tv e sulle prime pagine dei giornali.Vi ricordate la “moda” di qualche anno fa dei sassi tirati dai cavalcavia?

Per fortuna durò poco. Qualche idiota, non trovando altro modo per ammazzare il tempo, si mise ad ammazzare la gente bersagliandola dall’alto con dei macigni.

L’uomo é un animale. Non solo per le bestialità che combina, ma anche per lo spirito gregario e di emulazione che condivide con tante specie all’apparenza meno dotate di lui. Guai se una pecora prende la via di un burrone: tutte le altre le vanno dietro. In questo l’Uomo Sapiens non é molto diverso dagli ovini. Coll’avvento di Internet, poi, il fenomeno emulativo é cresciuto in maniera esponenziale. Lo fa Tizio? Allora lo faccio anch’io! E che ci vuole? Basta un video realizzato col telefonino, un clic, e…tac, la cosa é fatta. 

I quindici minuti di notorietà di cui parlava Andy Warhol sono più che assicurati. Internet appare al cretino un trampolino per l’immortalità.

Il desiderio di affermare il proprio ego, di lasciare ai contemporanei – se non ai posteri – un segno di sé é connaturato nell’indole dell’uomo.Il quale era già imbecille ben prima dell’arrivo di Internet.

Il tempio di Artemide ad Efeso, una delle sette meraviglie del mondo antico, fu incendiato da un certo Erostrato che, con quel gesto, voleva far passare il proprio nome alla storia. Nè valse a qualcosa la “damnatio memoriae” decretata dai suoi concittadini che – dopo aver fatto fuori il mentecatto – vietarono severamente per editto di tramandarne il nome. In barba a quel divieto, Erostrato alla “storia” c’è passato. Come un emerito imbecille, naturalmente, ma c’è passato. E dalla storia é passato pure alla scienza, visto che proprio il nome di quel minus habens ha dato vita al cosiddetto “Erostratismo” che, secondo gli psicologi, consiste in “un’ansia patologica di sopravvivere nella memoria dei posteri“. 

I vigliacchi untorelli di cui parlavamo all’inizio non hanno nessuna speranza di entrare nella storia. Perciò si accontentano di far capolino almeno nella cronaca. Per nostra disdetta hanno però dalla loro parte la forza dei numeri. Perché se é vero che la natalità é in calo, é altrettanto vero che la madre dei cretini é sempre incinta. 

PS. Mentre scrivo apprendo dalla Tv che, secondo il rapporto Eurispes 2020, un italiano su 6 nega che la Shoah sia mai avvenuta. Davanti a un dato del genere non ho parole. Perciò chiamo in soccorso Albert Einstein il quale asseriva:”Due cose sono infinite:l’universo e la stupidità umana.Sull’universo ho ancora dei dubbi.”