Vizi pubblicitari – Anno nuovo, vecchi vizi

1344

di Federico Unnia

Porta la data del 10 gennaio 2020 la prima ingiunzione di desistenza emessa dal Presidente del Comitato di controllo e riguarda, neanche a farlo apposta, un messaggio pubblicitario ritenuto scorretto ed offensivo della dignità della donna.

Il messaggio, ritenuto non conforme agli artt. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, raffigurava il corpo di due donne riprese da tergo, in abbigliamento intimo, con i fondoschiena in prima piano. Uno apparentemente più “tonico” dell’altro. L’immagine proponeva un confronto visivo tra le due donne, proposte come carne, e sosteneva una rappresentazione svilente della persona, determinando il contrasto del messaggio con l’art. 10 del Codice. “La figura femminile viene, infatti, strumentalizzata al solo scopo di attirare l’attenzione del pubblico. La comunicazione crea una commistione di piani tra il corpo della donna offerto “in vetrina” e il prodotto che si pubblicizza, che conduce inevitabilmente alla mercificazione della persona” recita il provvedimento che ha portato al blocco della diffusione della pubblicità.

Non esiste giustificazione narrativa o relazione tra l’immagine scelta e le caratteristiche di quanto si pubblicizza e tale gratuito sfruttamento del corpo della donna amplifica la violazione della suddetta norma.  Inoltre, a detta del Comitato, l’ingiustificato utilizzo del corpo femminile nel messaggio “genera agli occhi del pubblico riprovazione e sentimenti di rifiuto che determinano un generale discredito che si riflette sulla comunicazione commerciale stessa, intesa come istituzione, e ciò pone il messaggio in contrasto anche con l’art. 1 del Codice”. 

Infine, la diffusione del messaggio tramite affissioni, esposte a un pubblico indifferenziato, amplifica la violazione del Codice contestata. Il mezzo in questione si presenta infatti come uno dei più invasivi in quanto la visione del messaggio viene imposta indistintamente a chiunque, non rispondendo ad una precisa scelta dei fruitori.