Nella settimana dell’attentato a Soleimani oltre 90 mila citazioni sui media italiani

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Nella settimana dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani eseguita dagli Usa i media italiani ci hanno “bombardato” con 9 “parole” al minuto riguardanti quest’avvenimento e i suoi sviluppi successivi. Mediamonitor.it che analizza oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog, ha monitorato le parole “Soleimani”, “Trump”, “Iraq”, “Iran” e “Teheran”, per capire come è stato affrontato dai media l’attentato durante la settimana precedente e quella successiva all’avvenimento.

Secondo l’analisi di Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85 (azienda attiva da oltre 30 anni nella fornitura di soluzioni per la gestione dei contenuti provenienti dal parlato), la stampa quotidiana sembra aver dato molto più spazio di altri media all’argomento con un totale di 22 mila citazioni, soltanto qualche migliaio di citazioni in meno rispetto alle fonti online che sono molto più numerose. 

Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale italiana (CEI), guida la classifica del numero di citazioni medie per pagina (10, 6). Seguono La Repubblica (9,2) e il Corriere della Sera (8,6). A Libero l’argomento sembra essere interessato meno di tutti fermandosi a una media di 5,1 citazioni.

Se prendiamo in considerazione le singole parole, invece, nella settimana post attentato, La Repubblica è il quotidiano che ha citato più volte Trump con 2,52 citazioni medie per pagina, seguita da Corriere della Sera (2.24) e La Stampa (2,18) mentre il generale Soleimani è stato menzionato di più da Corriere della Sera con 1,74 menzioni medie per pagina e  Avvenire (1,67).

Il vero protagonista sui media è stato, ovviamente, il presidente americano Donald Trump che ha visto triplicare le sue citazioni da 7.858 nella settimana precedente l’uccisione del generale a 20.507 in quella successiva. Ben 36 mila gli articoli tra carta stampata e web che contengono il nome dell’inquilino della Casa Bianca e la parola guerra. Se si considerano, invece, tutte e cinque le parole prese in considerazione dall’indagine il numero totale delle citazioni è passato da 15.600 circa a oltre 90.500.