Vizi Pubblicitari – Sanzionata Lidl per 1 milione di euro

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di Federico Unnia

La pasta si sa è non solo un componente essenziale della dieta mediterranea ma, altrettanto, un prodotto conosciuto ed apprezzato nel mondo. Vietato quindi ingannare i consumatori sull’origine del grano duro da cui viene la farina utilizzata per produrla.

Va in questa direzione la serie di istruttore che l’Autorità Antitrust aveva avviato in merito alle informazioni che venivano proposte su etichette e siti internet dedicati ai consumatori.  Ora, ed è di pochissimi giorni or sono, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso cinque dei 6 procedimenti istruttori riguardanti le informazioni fuorvianti sull’origine del grano duro utilizzato nella produzione di pasta di semola di grano duro, del marchio Divella, De Cecco, Passioni e Cav. Giuseppe Cocco.

L’Autorità ha accolto e reso obbligatori gli impegni presentati da queste imprese, consistenti nelle modifiche delle etichette e dei rispettivi siti “così da garantire al consumatore una informazione completa, fin dal primo contatto, sull’origine (talvolta estera) del grano utilizzato nella produzione della pasta. Il nuovo set informativo permetterà così di evitare la possibile confusione tra provenienza della pasta e origine del grano”.

Nei confronti della sesta azienda coinvolta, Lidl, l’Autorità ha adottato un provvedimento di accertamento di una pratica commerciale scorretta attuata da Lidl, che non aveva presentato impegni nel corso della procedura istruttoria. La pratica commerciale sanzionata consisteva “nell’aver ingannato i consumatori sulle caratteristiche della pasta a marchio “Italiamo” e “Combino”, inducendoli in errore sull’origine italiana della materia prima”. Trattandosi di un elemento fondamentale del prodotto, per di più per potersi ritenere italiano e fatto secondo la tradizione, l’Autorità ha irrogato una sanzione di 1 milione di euro.