ViziPubblicitari- L’arrosticino va di traverso al comitato

1901

di Federico Unnia

“Lino ce l’ha più grande!”, messaggio diffuso per promuovere una catena di ristoranti abruzzesi e i famigerati arrosticini, non va proprio giù al Comitato di controllo che, attivando la sua procedure d’urgenza, ne ha bloccato la diffusione.

Tutto nasce ad inizio dicembre quando compare in affissione a Torino  il messaggio in cui è raffigurata una donna fotografata a bocca aperta con un’espressione di meraviglia davanti a un insieme di arrosticini, mentre il claim recita “Lino ce l’ha più grande”, specificando “Gli arrosticini da noi passano da 21 a 28 grammi! Soddisfazione al 100%”.

Secondo il Comitato di controllo il messaggio è manifestamente contrario agli artt. 9 e 10 Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in quanto allusivo e provocatorio, oltre i limiti accettabili in una comunicazione al grande pubblico quale quella pubblicitaria. Molto chiaro il carattere esibizionistico ed evocativo della raffigurazione, che per pubblicizzare una catena di ristoranti di specialità abruzzesi allude alla sfera sessuale.

Secondo il Comitato, sebbene non esistano temi tabù in pubblicità, è “fuor di dubbio che la rappresentazione in questione risulta marcatamente volgare, tale da trascendere i limiti del semplice cattivo gusto e della decenza e da turbare il pubblico dei destinatari, palesando una violazione dell’art. 9 del Codice. Una simile rappresentazione si pone altresì in contrasto con l’art. 10 del Codice, in quanto lesiva della dignità della persona: l’atteggiamento della donna rappresentata non lascia adito a dubbi sull’idoneità dell’immagine a ledere l’essenza e la dignità della persona”. 

Si è sviluppata nella società civile una massa critica, ai più diversi livelli, che mira a sollecitare una maggiore consapevolezza sui temi della dignità della persona e del rispetto dell’identità di genere. La decisione in oggetto, inoltre, è stata assunta anche alla luce di quanto previsto dal Protocollo sottoscritto tra IAP e ANCI, cui il Comune Torino ha aderito, affinché le diverse sensibilità presenti nel pubblico ricevano giusta e doverosa considerazione, soprattutto, come in questo caso, quando attengono a valori primari della persona. 

Essendo stato diffuso tramite affissioni esposte ad un pubblico indifferenziato, sono ancora più amplificate le violazioni del Codice riscontrate dal Comitato di controllo. contestate.  Da qui lo stop.