Presentato a Milano il progetto Younity – EY

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«Il Pianeta sta cambiando. Anche i nostri eventi dovrebbero». Questo il titolo del workshop tenutosi questa mattina presso la sede di EY a Milano, organizzato dalla società di comunicazione ed eventi sostenibili, Younity, la prima agenzia di Biocreatività (creatività per la vita), fortemente orientata allo sviluppo sostenibile in tutte le sue accezionI, il cui pensiero creativo, le campagne di comunicazione, gli eventi e ogni attività di marketing e promozione specifica e diretta verso i consumatori, vogliono contribuire al futuro sostenibile del pianeta. L’incontro, realizzato in collaborazione con EY e Bureau Veritas, è nato con l’obiettivo di delineare come il marketing e gli eventi debbano essere al servizio di qualcosa di più grande rispetto a un semplice messaggio di comunicazione: la Sostenibilità.

Secondo la definizione data da EY nello studio Size the Change del 2017, integrare la Sostenibilità nel business, infatti, significa “ripensare i processi produttivi e creativi con l’obiettivo di minimizzare l’impatto sull’ambiente e massimizzare il beneficio per le persone e le comunità coinvolte”. «Per 15 anni mi sono occupato di grandi eventi per aziende e brand internazionali – è il saluto del fondatore di Younity, Patrik Oriot – e l’unico obiettivo era quello di marketing, che cercavamo di declinare attraverso una spettacolarizzazione dei valori del brand, creando aspirazionalità ed experience. Ma oggi non è più possibile comunicare unicamente in questo modo, è un modello vecchio, Il Mondo è cambiato. Abbiamo il Pianeta e consumatori che ci impongono di agire in maniera da non compromettere il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Oggi si rende necessario e urgente integrare ed espandere l’essenza del brand con un percorso di sostenibilità. Essere sostenibili in tutta la filiera del business significa soddisfare il primo bisogno di ogni consumatore che è sempre più consapevole di queste nuove necessità. Al centro vi è una nuova visione dell’azienda e del modo di fare business attraverso un nuovo concetto di benessere condiviso con al centro l’etica, la persona, la collettività e l’ambiente. Possiamo quindi continuare a soddisfare ed ampliare creativamente gli obiettivi di marketing senza compromettere gli obiettivi e le necessità del mondo. Ho portato YOU verso YOUNITY. Ho switchato dal “YOU” all’unione, all’unità.

Abbiamo scelto partner che ci hanno formati, che ci hanno accompagnati in questo percorso sostenibile in maniera precisa e puntuale: EY e EMMESS. E oggi siamo una società di comunicazione ed eventi sostenibili». A sottolineare l’importanza di una cultura della sostenibilità è la presentazione di Monica Merlo, Associate Partner di EY Sustainability: «EY ha un Team multidisciplinare di professionisti che sostengono le organizzazioni nel loro percorso di miglioramento delle performance economiche, ambientali e sociali attraverso azioni volte a integrare la sostenibilità nel business aziendale. Nonostante le 36,2 miliardi di tonnellate CO2 emesse a livello globale nel 2017 e le 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici generati in Europa ogni anno, solo per citare alcune criticità, circa il 35% delle aziende italiane interpellate da EY non ha ancora adottato una strategia di sostenibilità».

Uno degli aspetti da prendere in considerazione per una strategia sostenibile è la realizzazione di eventi che siano rispettosi dell’ambiente, come evidenzia Claudia Strasserra, Sustainability Sector Manager di Bureau Veritas, società leader a livello mondiale nei servizi di ispezione, verifica di conformità e certificazione: «Ogni evento influisce sull’ambiente e deve essere pensato, progettato e gestito in modo tale da ridurre al minimo gli impatti ambientali, sociali ed economici. La sostenibilità pertanto diviene parte integrante del sistema complessivo di gestione dell’evento e include tutta la catena di fornitura e smaltimento. C’è una norma, la norma ISO 20121:20121 che definisce i requisiti di un sistema di gestione della sostenibilità degli eventi.

I benefici?  Riduce i rischi sotto il profilo economico, ambientale e sociale, riduce il footprint ambientale e sociale, consente di distinguersi rispetto ai competitor, rafforza la reputazione e le relazioni con le principali parti interessate, è un elemento di valorizzazione e stimolo agli occhi degli stakeholder, genera crescita sostenibile e innovazione nella catena di fornitura, supporta i partners/sponsor per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità”. Proprio la certificazione ISO 20121 è stata ottenuta da Younity: «Abbiamo ideato e realizzato più di 100 eventi all’anno – continua Patrik Oriot – e il percorso di sostenibilità è iniziato l’anno scorso, diventando il nostro Purpose; non solo quindi una dichiarazione di intenti esplicitata nella vision e nella mission. A luglio, momento in cui abbiamo ricevuto la prima certificazione ISO 14001 abbiamo comunicato ai nostri clienti – tra cui Audi, Bosh, Nintendo, Lego e Nike – che il nostro approccio agli eventi e alla comunicazione sarebbe stato differente e non più un’opzione.

Abbiamo quindi portato avanti da quel momento tutti i progetti in essere con un’attenzione alla sostenibilità e progettato in chiave totalmente sostenibile l’evento per i vent’anni di Radio24, che ci ha portati a ottenere la certificazione ISO 20121». Il workshop di Younity ha posto il focus anche sull’errata percezione comune sui costi di una politica aziendale sostenibile: «C’è il pregiudizio che la sostenibilità sia sinonimo di costi elevati – spiega Claudia Strasserra – e molte aziende che promuovono pratiche sostenibili, ad esempio, non stanno pubblicizzando il loro “buon lavoro”. Si ritiene che ciò derivi da una percezione comune secondo cui c’è una sorta di svantaggio nell’introduzione di pratiche sostenibili: una riduzione della qualità del prodotto o un aumento del prezzo di produzione o entrambi. Ma non è così».

Nel dettaglio, il Ceo di Younity spiega come agire in tal senso corrisponda invece a un vantaggio per le aziende: «Noi creiamo eventi e progetti di comunicazione su budget condivisi con le aziende da sempre, e continuiamo a farlo. Si tratta pertanto solo di un’allocazione differente delle risorse. Oggi la sostenibilità ed il progettare eventi sostenibili sono il nuovo vero valore di un brand. È proprio nel momento di contatto con il consumatore che si ha l’opportunità di creare un profondo legame con il brand e questo sarà più forte se capiamo che i consumatori non cercano più solo brand iconici da ostentare ma marche coerenti con il proprio sistema di valori e tra questi valori ci sono il rispetto dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, l’etica. L’evento è quindi l’occasione per l’azienda di mostrare la sua reale aderenza ai propri obiettivi di sostenibilità e ai propri valori di marca. L’ azienda deve intervenire, proprio grazie alla comunicazione e ai suoi eventi b2b e b2c, sostenendo il recepimento e la diffusione di nuovi stili di consumo e una nuova cultura della sostenibilità trasferendo messaggi corretti, veritieri, attendibili, chiari, accurati, rilevanti e coerenti”

Durante l’incontro si è parlato del risparmio collettivo che la sostenibilità e una progettualità sostenibile generano: avere attenzione per ambiente e persone significa di per sé abbattere costi futuri e quindi risparmio. Risparmio di risorse e di energia, riduzione degli sprechi, ricerca di prodotti a basso impatto ambientale e impegno all’educazione dei consumatori e nell’informazione per metterli in grado di apprezzare le scelte sostenibili compiute delle aziende. Il trend è comunque positivo e, nella ricerca «Seize the Change» di EY presentata da Monica Merlo, è sottolineato come il 50% delle aziende italiane interpellate abbia investito in iniziative di integrazione della sostenibilità negli ultimi 3 anni.

Da questo punto deriva la chiosa finale di Patrik Oriot, secondo cui “il mercato è maturo, le aziende devono solo integrare la sostenibilità in ogni parte della filiera includendo una seria progettazione sostenibile anche nei propri eventi. La sostenibilità è il nuovo valore competitivo e produttivo e può rappresentare una leva differenziale sulla quale costruire un vantaggio competitivo, sempre più difficile da creare e ancor più da mantenere nel tempo). Acquistare un prodotto sostenibile non è più pulirsi la coscienza per i danni inferti al nostro pianeta, ma sta diventando qualcosa di cool e aspirazionale. Non possiamo comunicare e contattare i consumatori dimenticandoci di questo importante cambiamento.  Il vero valore per ogni Brand è guardare al futuro, e il futuro esiste solo se iniziamo da oggi ad essere sostenibili. Le aziende che non lo faranno perderanno competitività e rimarranno escluse. E’ un dato di fatto”