La conduzione nelle radio di flusso oggi valorizza la musica?

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di Claudio Astorri www.astorri.it

La riflessione è aperta. E’ sensato che molti conduttori delle Radio di flusso ignorino se non addirittura calpestino la musica? Sicuri che sia inutile occuparsene o che sia poco originale parlarne?

La conduzione, un perno essenziale della Radio

Quello della conduzione è uno dei 4 contenuti di base dell’offerta del nostro mezzo, unitamente alla musica, alla informazione e/o attualità e all’interattività. Escludiamo la pubblicità e tutte le forme di autopromozione della stazione (IDs, jingles, liners, ramps, promos, ecc.). Al netto dei 2 gruppi precedenti ogni singolo evento in onda su qualsiasi stazione Radiofonica è classificabile rigorosamente in una delle 4 aree. Non ce ne sono altre. Se non sottoinsiemi di quelle 4. Ci avevate mai pensato?

La musica è un contenuto non esclusivo per la Radio unitamente all’informazione e/o attualità. Entrambi stanno affollando il web in modo importante e progressivo. Con una tendenza crescente a forme di pagamento per la loro fruizione.

L’interattività è una forma invece sostanzialmente gratuita che vede sul web, il mezzo “one to one” per eccellenza, la sua espressione più completa e sempre più vicina se non addirittura oltre i percorsi dell’immaginazione. In Radio essa è utilizzata prevalentemente per l’effetto “moltitudine”. E’ per proiettare sull’ascoltatore la reale sensazione di far parte di una vasta comunità. Il bello della Radio è infatti “tutti qui, tutti ora”.

La conduzione, oltre a due contenuti non esclusivi e uno oggettivamente di tipo strumentale, è il valore, è quel quid in più su cui la Radio ha fatto, fa e farà la differenza. E ciò rispetto a tutti gli altri media, anche digitali. E’ l’elemento che dà la vita, che porta la Radio a divenire quell’essere vivente, quel battito del cuore cui milioni e milioni di persone fanno riferimento e a cui restano affezionati. Tutti i giorni, anche in Italia.

Il senso della conduzione

Gli statunitensi, che hanno avviato per primi al mondo la Radiofonia commerciale ci insegnano 2 indirizzi per la missione della funzione conduzione in Radio. Nelle emittenti di intrattenimento è “Make People Feel Better” (far stare meglio le persone). In quelle di informazione e/o attualità è “Make People Know Better” (far sapere meglio alle persone”).

Si tratta di funzioni alte, importanti, di impatto sociale assai rilevante. E quindi di responsabilità. Anche se svolta con passione e in qualche caso anche con divertimento. Tutto ciò non si addice affatto alla definizione di chi svolge la conduzione almeno alla Radio come di uno “speaker”. No, non è semplicemente qualcuno che parla oppure un portavoce. Nient’affatto, è qualcosa di ben più vivo e pulsante. E’ un carattere, una personalità, un talento. Molto meglio e semplicemente la definizione di “conduttore” Radiofonico.

La conduzione di oggi nelle Radio di Flusso

Osservo sulle Radio di flusso il permanere delle medesime quote orarie di musica che le rende ancora distintive dalle Radio pubbliche, dalle Personality Radio e da tutti i format non prevalentemente musicali. Il dato che invece scende è quello del tempo che la conduzione dedica alla musica.

La conduzione non crea valore sulla musica, è utilizzata come tessuto connettivo di mille pretesti con il pubblico ma non come sorgente autorevole di arte, energia, sentimenti e anche di espressione. Lo noto da RTL 102.5 a RDS, da R 101 a RMC, non trascurando RADIO KISS KISS tra le nazionali ma includendo anche tutte le numerosissime stazioni di flusso a livello regionale e locale.

E dire che non è difficile sull’intro o sull’outro di un brano mettere insieme un intervento un po’ vibrante che senza aggettivi pomposi o avverbi inutili consegni in pochi secondi una immagine emozionale del brano o dell’artista alla curiosità di chi ascolta. Ci vuole un requisito fuori moda che si chiama preparazione, che non è affatto l’antidoto alla improvvisazione come pensano solo i poveri di spirito del nostro mezzo.

Perché non valorizziamo la musica?

Per quanto mi riguarda l’assenza di valorizzazione dalla conduzione alla musica è preoccupante perché tale concetto è proprio l’architrave dei formati musicali e dell’idea di flusso. La credibilità e la funzione di centro di competenza musicale della stazione si appanna. Perché i conduttori in massima parte invece calpestano la musica o la ignorano? Perché le direzioni e le proprietà non intervengono? Provo a dare una spiegazione.

La vanità e l’ego dei conduttori sono ai massimi storici. Spiace scriverlo ma in particolare proprio dei più giovani maggiormente esposti al delirio social della immagine auto-riferita e della pura gara alla percezione vincente. Tutto ciò si fonde saldamente con l’idea generalista e perigliosa ma fortemente voluta dalla proprietà dei mezzi di trasformare le stazioni Radio in “Entertainment companies”. E il risultato è la mediocrità espressiva, peraltro e appunto fuori dal contesto musicale.

Non ci può essere conduzione vincente in una Radio di flusso se manca almeno in una certa misura il rispetto per la musica da parte della personalità on-air. I brani nel format non sono un elemento di raccordo tra un intervento e un altro, sia chiaro. E il conduttore non è credibile se non dimostra di saper manipolare con bravura, simpatia e brevità di tempo i contenuti musicali, prima del resto.

E chi si ritiene profeta del concetto della “Entertainment company” per la propria impresa Radiofonica dovrebbe considerare con più attenzione che è curioso come i conduttori in onda parlino molto più di cinema, di televisione e della qualsiasi piuttosto che di musica! Non si può aspirare a quel tipo di riconoscimento dal pubblico senza il collante indispensabile della valorizzazione della musica. E’ la base.