Il ritorno del Jingle

537

di Maurizio Badiani

Forse sbaglio ma mi sembra che da un po’ di tempo a questa parte ci sia in TV un certo ritorno al Jingle. Mancanza di idee? Può darsi. È noto il detto americano “If you haven’t got an idea, sing it !” ( Se non hai un’idea, cantala!).Io mi limito a constatare il fenomeno. Dopo anni di vero e proprio ostracismo da parte dei creativi, il vecchio Jingle sembra godere di un nuovo periodo di gloria. 

Maurizio Badiani

La cosa curiosa è che nella maggior parte dei casi non si tratta di musichette orecchiabili commissionate ad hoc ( ce ne sono naturalmente), ma di vecchie canzoni riprese o rielaborate per la bisogna.

In fondo è quello che ho fatto anch’io qualche anno fa quando, per rafforzare la notorietà ( già alta) di Patasnella riesumai – è proprio il caso di dirlo – una canzone degli anni 60, “Patatina “, uscita dalla fantasia di Meccia e Migliacci e cantata da Wilma De Angelis. Nel sentirla, il cliente ( che, essendo molto più giovane di me, non la conosceva) rimase piuttosto basito. “Mah, ci devo pensare ” disse portandosi la mano al mento. La riunione successiva ammise con candido entusiasmo: “L’ho ascoltata in macchina venendo in ufficio e ora non riesco più a levarmela dalla testa.Vuol dire che funziona!”. Non a caso quella canzoncina dalle parole un po’ demenziali (ma il testo era pur sempre di Migliacci, quello che ha scritto “Volare”) era stata, sì, buttata fuori da Sanremo ben prima della finale, ma, a Festival finito, fu quella che in assoluto vendette più dischi. 

Oggi, dicevo, sembra che la cosa faccia tendenza. C’è come una corsa a volgersi indietro per recuperare brani memorabili di comprovato successo.

Esselunga per la sua campagna istituzionale è ricorsa a Gino Paolo ( “Che cosa c’è”)

Gli statuari modelli dello spot di Dolce & Gabbana si lasciano cullare, oltre che dal mare di Capri, dalle suadenti note di “Parlami d’amore Mariù” un evergreen che risale addirittura al 1932!

Li aveva preceduti la Regione Toscana scegliendo come colonna sonora della sua campagna ( e delle sue colline ) la tenorile “Voglio vivere così”, anno di esecuzione 1941.

L’ultima sorpresa l’ho avuta ieri sera vedendo in tv il nuovo spot Mutti. Una musichetta allegra che ben si presta a sottolineare la gioia che un buon piatto di pasta porta sempre in tavola, chiunque lo cucini.

Chissà, mi sono chiesto, come hanno fatto dei creativi 4.0 a recuperarla? Già perché si tratta – nuovi testi a parte – di un vecchissimo cavallo di battaglia di Renato Rascel (“Il piccolo corazziere”), che il comico mignon cantava sulle scene del teatro di avanspettacolo già nel 1948. Che avesse ragione mia nonna? Che ogni volta che mi vedeva in procinto di buttare qualcosa, mi bloccava con un balzo felino ammannendomi il suo estratto di saggezza: “Non si sa mai: un domani può sempre servire!”.

PS. L’allegra canzoncina di Rascel pare fosse una parodia creata sulle note di “Mamma voglio anch’io la fidanzata” portata già al successo nel 1942 dal re italiano dello swing, Natalino Otto.

Lo stesso brano sembra avesse avuto a sua volta un precedente in versione femminile. Titolo: “Mamma mi ci vuole il fidanzato”, a cui aveva prestato voce e interpretazione Nella Colombo. 

Che dire? Che avesse davvero ragione mia nonna?