Torna alla Kasa dei Libri la mostra sulla grafica editoriale

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Torna la mostra Buona la prima, giunta alla sua 3a edizione, ideata e curata dal giornalista esperto in grafica editoriale Stefano Salis: un gruppo di 20 giudici esperti, che ogni giorno si confrontano con il libro per mestiere e passione, ha selezionato 60 copertine uscite in edizione italiana nel 2018 e fino a maggio 2019, senza limitazioni di genere, formato o intento commerciale.

Si tratta di una mostra di libri fisici, non di immagini – precisa il curatore. E questo è importante, proprio perché nell’epoca delle immagini, questa selezione ribadisce, invece, l’importanza del libro fisico, come oggetto di design e di bellezza, che ha ancora molte carte da giocare per il futuro.
Quale posto migliore per esporle se non la Kasa dei Libri di Andrea Kerbaker – tra i 20 giudici – dove di volumi ce ne sono 30 mila, ognuno con la propria storia, quella scritta tra le pagine e quella dell’oggetto in sé, con il suo passato e le sue peculiari caratteristiche.

L’anno scorso la mostra si era tenuta a Tempo di Libri. Visto che per motivi che a me seguitano a parere misteriosi e imperscrutabili la manifestazione non si fa più, abbiamo deciso di ospitarla qui dove sicuramente i libri selezionati stanno in buona compagnia, commenta Andrea Kerbaker.

La copertina ci consente di guardarlo da una prospettiva unica: è il biglietto da visita, la dichiarazione visiva e tattile di come quel libro vorrà porsi al lettore, che ancora non lo conosce. Il risultato – afferma Salis – è una rassegna, un colpo d’occhio, sulla produzione grafica contemporanea italiana; non è però una mostra di “belle” copertine, ma una mostra di copertine che custodiscono e rivelano un quid, e che riescono, in modi diversi, ad essere parte con il tutto e ci ricordano che il libro è per prima cosa un meraviglioso oggetto: solido, materiale, concreto, anche se capace di accendere ogni volta la nostra immaginazione.

La mostra è accompagnata da un agile catalogo dove sono riportate le scelte dei giudici, i quali motivano, in poche righe, la loro scelta. All’interno della giuria una votazione stabilisce qual è la “copertina dell’anno” che verrà segnalata in mostra.

La copertina vincitrice di questa edizione è opera di Maurizio Ceccato che commenta così: più che dei ringraziamenti usuali a questa attestazione di stima per il mio lavoro, mi sento di dire a tutti di avere ricevuto un affettuoso abbraccio. Ricambio l’abbraccio uno per uno.

Seconda posizione per la copertina del Grido di Antonio Moresco, edito da SEM – cover design e logo SEM: Giacomo Callo.

Non si vince niente, è poco più di un gioco – spiega Salis – ma serve a far capire lo stato di salute della grafica editoriale italiana e a vedere molte buone idee in giro, vecchie e nuove.