Sul leone di San Marco spennato e gallizzato. La testimonianza di Franco Bellino

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di Maurizio Badiani

L’amico e collega Franco Bellino mi ha inviato una precisazione due volte preziosa a proposito del mio articolo “Come andò che il leone (di Cannes) perse le ali”:

1) perché chiarisce bene le cause che portarono alla débâcle ( di immagine ed economica) della definitiva perdita del Festival della Pubblicità da parte di Venezia;

2) perché non si tratta solo di un’opinione ma della testimonianza di chi a quella malnata edizione prese parte in prima persona. 

È proprio vero caro Franco, noi Italiani abbiamo una spiccata vocazione al masochismo.

Se n’era accorto anche Moretti che nel film “Bianca” sbottava in una frase rimasta storica: “Continuiamo così, facciamoci del male!”

“Ciao Maurizio,

ho letto il tuo articolo e volevo fare alcune precisazioni sul Leone di San Marco spennato e gallizzato.

Il Festival fu espropriato da Venezia perché nell’anno in questione il personale di servizio di hotel, pensioni, trattorie e ristoranti decise uno sciopero selvaggio  proprio nella settimana del Festival del Film Pubblicitario.

La cosa non fece piacere alle migliaia di delegati da tutto il mondo.

L’anno successivo la Direzione del Festival (SAWA ?) fece un sondaggio tra coloro che contano chiedendo se si doveva conservare l’alternanza Venezia/Cannes  oppure se ci si doveva definitamente trasferire a Cannes (dove erano in corso imponenti investimenti immobiliari  ed avevano promesso la costruzione del nuovo Palais du Festival, io ricordo ancora  il mitico vecchio Palais proprio accanto al Carlton).

La votazione premiò Cannes per sempre,  ma il tragico è che votarono contro Venezia anche alcuni membri italiani.

Per tutti gli stranieri l’opportunità di venire ogni due anni a Venezia era stupenda, ma una volta di più ci siamo fatti male da soli.”

Franco Bellino