Dopo l’exploit con Klaus Davi, San Luca torna nell’ombra  e sparisce dai TG 

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Il borgo torna a fare notizia solo per arresti e catture di latitanti

di Mario Modica

Uno dei problemi atavici della Calabria e del sud in generale è l’oscuramento mediatico dei suoi problemi. Proprio questa mattina il quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri parla di una preponderanza dei politici del sud nel nuovo governo, ma dal punto di vista dell’impatto mediatico questa predominanza presente e passata non ha prodotto risultati.

Una eccezione in quest’ultimo anno c’è stata. San Luca, un borgo conosciuto perché indicato dai libri di Nicola Gratteri come la capitale della mafia più potente del mondo, grazie a una formidabile campagna mediatica di Klaus Davi era assurta ai giornali nazionali per l’assenza di stato e democrazia. Klaus mise in luce l’ipocrisia dello Stato che da una parte parlava di lotta alla mafia, dall’altra lasciava che in quel borgo per ben 11 anni non fosse stato eletto un sindaco. Candidandosi in prima persona, ha fatto sloggiare un ingombrante commissario sul cui operato non mancano forti interrogativi  , obbligando i cittadini disavezzi a misurarsi con il voto.

Le elezioni sono andate come sono andate . Davi all’opposizione e Bruno Bartolo , un professionista del posto, eletto neo sindaco. E gli effetti si vedono. Il comune protagonista di una discussione politico-istituzionale che ha coinvolto i massimi organi di informazione da giugno in poi è completamente sparito dai radar. La giunta appare zoppicante, debole e pochissimi incisiva , ma al di la dei giudizi politici le ricadute mediatiche sono praticamente nulle.

Per capirci, da marzo a maggio San Luca ha conquistato ben 35 servizi nei tg nazionali ed esteri  e 35 articoli su giornali nazionali tra cui Repubblica, Corriere, Giornale, Libero, Il Giorno, il Messaggero , Dagospia, Affari Italiani tutti legati alla candidatura di Klaus Davi e alla discussione che ne è scaturita.

Nei mesi di giugno luglio e agosto, quindi quelli successivi alle elezioni,  i servizi sono precipitati. Se ne contano non piu di 8 e tutti legati ad arresti di presunti mafiosi, cattura di latitanti,  sequestri di piantagioni di droga o simili ‘amenità’: non proprio una bella immagine per il ‘modello San Luca’ . La nuova giunta non è stata in grado di capitalizzare minimamente il generoso contributo di Davi e non è stata la furba l’idea di isolare il massmediologo affossando la sua nomina a presidente del consiglio comunale, il primo vero obiettivo della giunta.

Nessuno dei giornalisti del borgo  sembra essersene accorto, forse anche un po’ troppo ‘embedded’ nell’amministrazione  per via di  fisiologici  quanto atavici legami parentali, che pesano eccome. Considerato che il primo obiettivo del neo sindaco era difendere la reputazione di San Luca, il fallimento è sotto gli occhi di tutti.

Ma forse era solo uno slogan e l’obiettivo vero nascondere la molta polvere  sotto un tappeto usando un testimonial ‘pulito’ come il neo sindaco, sicuramente persona per bene,  ma completamente statico e inefficace sul piano dell’azione politico-mediatica.

Un  esempio? La mirabolante ‘Partita del cuore’  ideata sotto la gestione commissariale del comune,  un maxi evento con costi stellari sui quali non si è mai fatta chiarezza, voluto dal magistrato Luca Palamara  alla presenza di prefetti, questori , vice presidenti del Csm ,  avrebbe meritato qualche ‘approfondimento’ giornalistico in più considerati i costi e gli obiettivi politici…di fatto una subdola celebrazione della Boschi e del suo governo…ma, ovviamente e magicamente, nessuno ne parla piu…..