Gli studenti universitari stranieri promuovono gli imprenditori italiani: ‘innovativi’

1105

Secondo i dati del MIUR sono più di 15mila gli universitari stranieri che studiano negli atenei italiani e che sperano anche di restarci nei prossimi anni. Secondo un’indagine di Spot and Web gli studenti stranieri giudicano positiva la loro esperienza nel Belpaese, che generalmente viene giudicato «caotico ma bello». Scelgono soprattutto materie come Economia, Lingua e culture moderne e Ingegneria, ma anche i corsi delle professioni sanitarie e infermieristiche.

L’ateneo che ospita più studenti stranieri è l’Università di Bologna – la più antica del mondo – ma ospitano almeno 500 studenti con cittadinanza non italiana anche gli atenei di Torino, Milano, Roma e Firenze. Ci sono poi le università destinate solo a stranieri come quelle di Reggio Calabria (876 studenti), Siena (2000 studenti) e Perugia (956 studenti).

Perfettamente integrati, gli studenti stranieri vedono nell’Italia una buona opportunità e a differenza del passato una buona parte di essi pensa di non tornare nel paese d’origine dopo la laurea. Il 54% sogna di aprire una start-up. I settori giudicati più attraenti sono le nuove tecnologie dell’industria 4.0 (33%), il food (29%), il turismo (23%), la sostenibilità ambientale (21%), la moda (19%) e l’economia circolare (17%).

Vivendo in Italia gli studenti stranieri hanno avuto modo di apprezzare gli imprenditori più giovani e ‘innovativi’ che mettendo in conto un rischio d’impresa hanno saputo creare delle realtà aziendali interessanti. Sempre secondo la ricerca di Spot and Web, al primo posto, col 19% delle preferenze, si è piazzato Alessio Lorusso, 29enne fondatore di Roboze, società che produce le stampanti 3D più precise al mondo e che ha registrato numerosi brevetti; dietro di lui Michele Grazioli (17%), 24 anni, CEO di Divisible Global, una società leader nel settore dell’intelligenza artificiale, con decine e decine di dipendenti e collaboratori in tutto il mondo; ultimo gradino del podio per Paolo Rotelli (15%), 30 anni, diventato Presidente del Gruppo Ospedaliero San Donato, il principale gruppo della sanità privata italiana con oltre 18 ospedali, a soli 26 anni. Attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente; quarta posizione per Federico Palmieri (12%), 24 anni, fondatore di Bizplace, azienda protagonista nel settore del venture capital per startup, con particolare riguardo per quelle innovative dal punto di vista tecnologico; quinto Rodolfo Pinto (10%), 27 anni, Innovation Manager/Ceo di Green Energy Storage, una startup innovativa che opera nel settore dell’efficienza energetica e delle tecnologie d’avanguardia per la sostenibilità ambientale; Davide Dattoli, 28enne fondatore di Talent Garden, tra i più grandi network di coworking in Europa con più di 20 sedi e decine di milioni di investimenti raccolti, è sesto secondo l’8% degli intervistati; troviamo poi Leonardo Fontana (6%), 28 anni, fondatore di White, una società che ha ideato prodotti innovativi ad elevata tecnologia per la protezione della casa; ottava posizione per Nunzio Yari Cecere (5%), 25 anni, CEO di Cecere Management, holding immobiliare che progetta e sviluppa abitazioni efficienti e sostenibili energeticamente; nono Giovanni Anceschi (3%), 30 anni, COO di Energy Way, azienda innovativa formata da matematici, ingegneri, fisici e neuroscienziati esperti di Data Science, applicata a settori come Energia, Retail e Finanza; chiude la top ten Nicolò Beretta (1%), 24 anni, fondatore di Giannico, una griffe di calzature di lusso che sta spopolando in tutto il mondo.