Mafia : Klaus Davi ‘batte’ Repubblica, sua intervista a boss Inzerillo raggiunge 90 mila visualizzazioni

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Snobbato da  investigatoti ed establishment ‘anti mafia’, il giornalista è però  tra i più seguiti sul web

Di Mario Modica

Il piccolo grande  canale di Klaus Davi ‘batte’ il colosso di Repubblica. L’intervista del massmediologo al boss Francesco Inzerillo (arrestato ieri a Palermo)  ha toccato 90 mila visualizzazioni. Quadruplicando le views della intervista realizzata da Salvo Palazzolo allo stesso boss, fermo a  20 mila; quest’ultimo minacciato per il servizio realizzato a sua volta.

Un risultato non scontato  che segue il trend positivo del canale di Klaus Davi che ha toccato con altri video cifre  anche di molto  superiori , con picchi da vero e proprio big influencer della rete. Il dato dell’intervista a Inzerillo è indicativo  di un vero e proprio fenomeno che si sta creando nel web.  Partendo dalla Ndrangheta calabrese, non esattamente attrattiva e vistosa negli stili di vita , Davi sta raggiungendo  (dati ufficiali di Google),   i livelli di audience di  Saviano e Sandro Ruotolo .

Filmati come quello sui   Piromalli a Gioia Tauro o  l’intervista al boss Bonavota a Vibo Valentia stanno per sfondare  singolarmente il tetto del  milione di visualizzazioni e, per di più,  senza alcuna piattaforma alle spalle.

Colpisce di quei video che continuano a mietere consenso  anche a distanza di anni. Il documentario realizzato per esempio da Davi  per il network ‘La C’ risalente al dicembre di tre anni fa,  quando Davi ha aspettato i big brands della Ndrangheta fuori dalla caserma di Archi per intervistarli,  viaggia spedito  verso le 600 mila  visualizzazioni.

Ignorato dai mammasantissima dell’antimafia e snobbato, di conseguenza, dagli investigatori, il giornalista prosegue però   il suo originale percorso narrativo. Significativo un episodio avvenuto a Reggio Calabria qualche mese fa con  l’arresto di Giovanni Tegano, un rampollo della notafamiglia di ‘Ndrangheta. Davi aveva svelato in un articolo molto ben informato che il ventiduenne aveva aggredito il politico di Fratelli d’Italia  Francesco Meduri , con tutti dettagli , e questo oltre due anni fa.

Un anno dopo la Questura fa arrestare il Tegano  indice una conferenza stampa sulla vicenda che conferma esattamente quanto anticipato da Davi, riga per riga ma ‘dimenticando’  di citarne il lavoro. Non proprio un modo elegante di operare nei riguardi di chi si batte per dare maggior visibilià all’impegno dello Stato e delle istituzioni  contro la Ndrangheta , ma episodio tipico delle zone d’ombra di ‘pignatognana’ memoria .

Poco male per Davi che ha incassato, nel frattempo,  la fiducia del gruppo Mediaset per cui lavora  e anche di una importante producer del  Guardian che ha definito i suoi contributi “innovativi e rivoluzionari nell’autoreferenziale microcosmo dell’antimafia italiano”.