“Premio Di padre in figlio” 2019, pronta la IX edizione

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Giunto alla sua 9° edizione, il Premio è promosso dal CERIF, Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglie, in seno all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con il sostegno di Credit Suisse e KPMG, main sponsor della competizione, il contributo di Loconte & Partners, Lombard International Assurance e Mandarin Capital Partners e il patrocinio di Confimi Industria. Il Premio si rivolge ad imprenditori ed aziende almeno alla seconda generazione, con fatturato superiore ai 10 milioni di euro e sede legale in Italia. La partecipazione è libera e gratuita e la scheda di adesione è disponibile sul sito www.premiodipadreinfiglio.it. Termine ultimo per l’iscrizione è il 31 luglio 2019.

L’edizione del 2018 è stata vinta da Donnafugata, azienda vitivinicola siciliana fondata nel 1851 la cui produzione è apprezzata ed esportata in tutto il mondo. Riconoscimenti speciali sono stati invece assegnati a Cavanna (Innovazione), Molino Rossetto (Storia e Tradizione), M.E. Marittima Emiliana (Donne al comando), Mantero Seta (Internalizzazione), Diemme Industria Caffè Torrefatti (Piccole imprese), Globalpesca (Fratelli al comando), Idea (Giovani imprenditori), Fratelli Polli (Apertura di capitale).

Credit Suisse main sponsor anche nel 2019 del Premio Di padre in figlio, condivide quanto emerso dal sondaggio fatto sugli imprenditori: “Tra le maggiori criticità che le imprese incontrano nel passaggio generazionale c’è la difficoltà di attrarre persone chiave”: un buon passaggio generazionale supera questa criticità! Questo successo non è mai frutto del caso e dell’improvvisazione: la gradualità, la preparazione nel tempo e un partner al fianco di questo processo sono senz’altro armi vincenti. Le generazioni che ricevono il testimone mostrano capacità, attenzione e dedizione nel proseguire e valorizzare il lavoro dei propri genitori subentrando alla guida operativa e strategica dell’impresa, garantendone il successo e la continuità. In queste fasi i ruoli della famiglia si avvicendano e anche il patrimonio complessivo vive una nuova fase di discontinuità: il passaggio virtuoso è quello che crea un nuovo equilibrio tra i soggetti che partecipano direttamente o indirettamente alla vita dell’impresa e spesso tutto il patrimonio di famiglia viene coinvolto. Infatti, le fasi della vita e le connesse esigenze dei singoli membri richiedono un adattamento della complessiva struttura del patrimonio e degli investimenti e per questo è importante che l’esperienza e la capacità di pianificazione della banca di riferimento accompagnino questi passaggi delicati.

Altro main sponsor del Premio è KPMG: “Il passaggio generazionale si rivela un momento chiave dello sviluppo di un’impresa familiare. La maggior parte delle famiglie vorrebbe che l’impresa familiare passasse alle nuove generazioni, ma la transizione può rivelarsi fonte di attriti ed incomprensioni – sottolinea Silvia Rimoldi, responsabile del centro di eccellenza family business KPMG – Da un lato i fondatori mantengono un ruolo attivo nell’impresa ben oltre l’età pensionabile (molti continuano a lavorare anche superati i 70 anni) e, quindi, le imprese familiari devono gestire la convivenza di più generazioni che lavorano contemporaneamente all’interno dell’azienda per un lungo periodo di tempo. Un passaggio di consegne graduale – conclude Silvia Rimoldi – consente alla nuova generazione di collaborare diversi anni con la generazione precedente prima che la transizione sia completata. La pianificazione è fondamentale per garantire la continuità del business e per introdurre gradualmente ogni cambiamento necessario”.