Ugo Nespolo. La pubblicità come arte

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di Maurizio Badiani

Conosco Ugo Nespolo dai tempi della “Campagna di Francia”. Campo di battaglia: la Renault. Si trattava di studiare il lancio europeo di quella che allora si chiamava XO6 e che poi sarebbe divenuta famosa con il nome di Twingo. Il lavoro durò mesi.

Il risultato fu una montagna di quadri e di bozzetti e la nascita di una duratura amicizia. Da allora le nostre strade si sono incontrate più volte. Ricordo un bel lavoro promozionale fatto per Gaggia, poi ancora il deciso contributo che Ugo seppe dare ad una gara per il Giubileo del 2000, gara vinta poi con successo.

Ugo Nespolo è artista brillante e multiforme: scrittore, critico, poeta, cineasta, pittore, scultore e, last but not least, pubblicitario. Spirito libero e anticonformista, Nespolo non ha mai disdegnato di applicare il suo ludismo colto, la sua sana e intelligente ironia al campo, da altri snobbato, della comunicazione commerciale. Colto ma modesto, graficamente impeccabile ma sempre pronto allo sberleffo visivo, Nespolo mi ricorda per molti tratti Armando Testa, altro grande innovatore, torinese pure lui.

Amico e sodale per anni di quell’altro inesauribile dissacratore che è stato Enrico Baj, frequentatore dello spazialista Fontana, Nespolo si è spinto avanti muovendosi “Fuori dal coro”, come recita il titolo della Mostra a lui dedicata, surfando abilmente tra le avanguardie contemporanee e quelle di ieri. Futurismo e Depero in primis.

Del Futurismo ha preso lo spirito iconoclasta, da Depero ha desunto il verbo di un’arte totale capace di passare dalle pareti agli oggetti quotidiani della vita rendendocela più piacevole, colorata ed appagante. Da qui il suo atteggiamento non spocchioso ma consapevolmente complice verso il mondo della pubblicità a cui ha spesso prestato la sua inesauribile inventiva e l’allegra destrezza della sua matita.

La mostra antologica aperta da poco nella sede dell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano spazia dalle prime esperienze dell’artista fino alle opere ultime, inglobando libri d’arte, cinema, bozzetti per il teatro, lavori per la “pubblicità”. Una mostra completa, intrigante e allegra che piacerà a tutti. Pubblicitari in primis.