Grazie mille, Mediastars 

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di Maurizio Badiani

I Premi alla Carriera sono una specie di Monumento ai Caduti realizzato prima ancora che i Caduti abbiano avuto il tempo di stramazzare al suolo.

Mediastars, uno dei più noti e longevi Premi della pubblicità italiana, me ne ha voluto dedicare uno. Fatti i dovuti scongiuri l’ho accettato con grande piacere.

Queste poche righe sono il sentito ringraziamento verso chi ha pensato di attribuire alla mia “carriera” un riconoscimento che mi onora. Quarantacinqueanni sono passati dal giorno in cui, con un po’ di timore, varcai la soglia dell’Admarco di Firenze, la prima agenzia che mi dette fiducia.

Thomson, McCann Erickson, Universal Mc Cann, Publicis Fcb Mac, Publicis, Expansion Group sono stati i successivi campi di battaglia delle mie campagne.  Quarantacinqueanni in cui vittorie e sconfitte, entusiasmi e frustrazioni si sono dati il cambio come travet a fine turno.

In tanti anni mai un minuto di noia. Ma neppure un minuto di riposo. All’Admarco lavorai da solo per 27 giorni di seguito – sabati e domeniche inclusi – sugli oltre 20 clienti dell’agenzia.

In McCann le notti e i giorni si confondevano. Ricordo che per Stefanel l’agenzia mi dette un premio come autore della “Migliore campagna dell’anno”: una settimana a NY tutto pagato. Beh, quel viaggio non ho mai trovato il tempo di farlo.

Clienti come Coca Cola, Martini, Findus pretendevano la mia presenza. Impossibile staccare. Su Henkel, per il lancio di Dixan Piatti, lavorai col mio art Mauro Marinari per 7 mesi di fila.

Per il lancio di Twingo, con l’amico e collega Alberto Citterio, il tempo fu più lungo: un anno e due mesi. Senza sosta. E, aggiungo, senza soddisfazione.  Non so se ho avuto talento. Di certo ho avuto costanza.

Probabilmente qualcosa di buono devo pure averlo fatto. Altrimenti le decine e decine di premi che adesso ingombrano il garage perché me li avrebbero dati?

Quest’ultimo però ha un sapore tutto speciale. Perché non premia una campagna. Premia una vita.