Chi lotta contro un tumore non deve essere abbandonato

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La nuova campagna 5×1000 di Fondazione ANT

Dei quasi 170.000 malati di tumore che muoiono ogni anno in Italia, solo poco più di 40.000 vengono assistiti dalle reti di cure palliative a domicilio o in hospice. Numeri, diffusi recentemente dal Ministero della Salute nel Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 38 sul dolore, ancora lontani dal bisogno potenziale delle persone malate e dei loro familiari.

Colmare il vuoto tra chi può scegliere e chi invece non può farlo e combattere l’abbandono del malato di tumore – che sia dovuta alle differenze tra sistemi sanitari regionali o alle risorse mancanti – è da quarant’anni l’impegno di Fondazione ANT, che dedica la campagna per il 5×1000 del 2019 proprio al tema dell’abbandono assistenziale, perché è anche grazie a questo strumento di donazione se le équipe sanitarie della Fondazione possono continuare a portare assistenza a sempre più malati di tumore.

Chi lotta contro un tumore non deve essere abbandonato è dunque il claim della nuova campagna pubblicitaria ANT per il 5×1000, ideata da Stefano Ginestroni, direttore creativo di Kes (già firma della Gioconda calva che resta l’immagine istituzionale di ANT), ma è soprattutto la convinzione sottesa da sempre alla missione della Fondazione: non lasciare sole le persone che attraversano il momento della malattia. La lotta contro il dolore e la solitudine insite nelle malattie oncologiche, croniche e invalidanti è e resterà sempre la nostra missione – dichiara PannutiANT è nata per rispondere al richiamo della sofferenza.

Si può vedere la campagna su carta stampata, web e tv. Nella versione spot è accompagnata dalla voce di Maria Pia Calzone, splendida attrice già protagonista di molti film di successo e delle serie tv Gomorra e Sirene. La regia è affidata a Riccardo Marchesini, la fotografia è di Mirco Sgarzi e la produzione è a cura di Giostra Film.

Con questa nuova campagna, ANT chiede l’aiuto di tutti perché un gesto semplice e senza costi come la destinazione del 5×1000 può significare tantissimo per i troppi malati di tumore che oggi in Italia non possono scegliere dove ricevere cure.