Sondaggio aziende quotate: per il 65% il 2019 sarà peggiore degli anni precedenti

16

Aria di pessimismo aleggia su molte aziende quotate alla Borsa di  Milano. Secondo un questionario distribuito a oltre 100 aziende che hanno risposto telefonicamente o per iscritto realizzato dall’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co. e anticipato dal canale all-news TGCom24 nella rubrica “Pil contro Pil”, per il 65% del campione l’anno corrente sarà peggiore dei precedenti dal punto di vista economico, per il 20% sarà sostanzialmente uguale, mentre per il 10% dipenderà dall’esito del prossimo turno elettorale, infine per il restante 5% ‘dipende dalla stabilità del governo italiano’.

Ma quali sono i provvedimenti più importanti che l’esecutivo dovrebbe adottare? Per il 9% detassare chi assume personale, per il 50% detassare chi investe, per il 41% snellire le incombenze burocratiche. Inoltre, per il 25% delle società intervistate anche il 2018 è stato peggiore delle aspettative. Un corposo 60% invece sostiene che il 2018 è stato positivo. Mentre le elezioni di marzo hanno avuto un effetto negativo sull’economia per il 15%. Per ben il 40% delle aziende intervistate la reputazione politica del nostro paese è giudicata ‘pessima’ e per il 35% addirittura deteriorata.

La Borsa si conferma un traino e quasi nessuno si è pentito di aver scelto la strada della quotazione, visto che per ben il 35% la scelta si è rivelata fondamentale per migliorare i conti dell’azienda e utile per il 45% del campione. Cosa deve fare dunque la politica? Per la ricerca della Klaus Davi and company il 55% opta per l’abbattimento del cuneo fiscale; per il 35% servirebbe snellire i processi civili; per il 40% agevolare l’innovazione tecnologica; per il 43% investire sull’università.

Non ha dubbi Franceschini della Autoimmobiliare: “il 2019 sarà peggiore delle aspettative e il governo dovrebbe abbattere subito il cuneo fiscale”. Gli fa eco il dottor Canale di SAES Group che auspica “un detassamento delle aziende che investono”. Simone Pratesi di B&C Speakers ha chiuso un 2018 positivo ma auspica uno “snellimento dei processi civili”. Caterina Maggi di Bomi Italia è convinta che per migliorare l’economia bisogna puntare sulla ricerca e la formazione universitaria. Alberto Azario rivolge un pensiero al sud: “bisogna  abbattere le imposte per le aziende operanti al sud”.

Sulla stessa linea Simone Ranucci Brandimarte (Gruppo Digitouch): “incentivare le aziende al nord ad assumere al sud tagliando al 100% i costi sociali”. La “lotta alla contraffazione” è una priorità per Paolo La Pietra di First Capital mentre Daniela Filbier (Gruppo GPI) bisogna migliorare il contesto in cui operano le imprese.