Il legame tra i festival e l’airplay radiofonico

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di Claudio Astorri

Le edizioni del Festival della Canzone Italiana di Sanremo degli ultimi 8 anni hanno determinato reazioni differenti dalle Radio in termini di Airplay. Vediamo quali…

Sono giorni di gran parlare sulla musica italiana. La politica è entrata nel dibattito e non solo a riguardo della annosa questione inerente la modalità di elezione del vincitore del Festival della Canzone Italiana di Sanremo ma anche su come sia indispensabile non confermare Claudio Baglioni quale direttore artistico per il 2020 e su come sia prioritario obbligare le Radio a trasmettere una determinata quota percentuale di musica italiana.

L’interesse a colpire la Radio lusingando alcune frange dell’opinione pubblica non è collegato ad analisi sugli andamenti di mercato dal momento che la musica italiana non è mai stata così interessante come oggi oltre che, conseguentemente, anche così trasmessa dalle Radio. E senza dover ricorrere a leggi speciali e a regolamenti specifici.

Le ottime ragioni del mercato libero in cui si sono presentate e attestate forme musicali nuove di matrice italiana che hanno esteso non poco il coinvolgimento dei giovani sembrano completamente offuscate in questo dibattito a senso unico; purtroppo il termometro di crescita e di ottima salute della musica italiana che certamente si riscontra anche nell’airplay Radiofonico complessivo non è conosciuto oppure è volutamente ignorato.

Un aspetto tra i tanti che si possono invece analizzare in modo oggettivo, il primo di una serie grazie a strumenti di monitoraggio noti e riconosciuti anche dalla discografia quali EARONE, è il rapporto tra Sanremo e la Radio negli ultimi 8 anni. E’ interessante capire quanto le canzoni delle differenti edizioni del Festival abbiano conquistato le stazioni della Radio. E lo si misura in passaggi complessivi nei primi 10 giorni dall’Air Date.

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Dalla tabella possiamo dedurre che è dalla prima edizione di Carlo Conti, quella del 2015, che le Radio sostengono le canzoni del Festival della Canzone Italiana in modo più congruo. Lo scatto è proprio visibile. Sempre considerando la finestra paritetica dei primi 10 giorni di airplay la terza edizione curata da Carlo Conti e con la presenza di Maria De Filippi è stata quella record degli ultimi 8 anni quanto a conseguenze sull’airplay.

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Nell’arco degli anni preso in esame la diffusione delle canzoni dalle Radio negli immediati 10 giorni post Sanremo è dunque molto più che raddoppiata, segno evidente che le stazioni non hanno ritrosie di sorta quando dispongono di canzoni italiane migliori.

E’ molto significativo anche l’ultimo anno di conduzione e di direzione artistica di Claudio Baglioni; ha abolito la categoria Giovani provvedendo a una adeguata selezione antecedente e limitato a soli 24 gli artisti partecipanti al Festival. Raggiungendo sostanzialmente gli stessi passaggi dell’edizione 2017 ma con ben 6 canzoni in meno si è prodotto un compattamento significativo cui si è aggiunta una rappresentatività giovanile che ha riaperto la stessa accessibilità di nuovi pubblici precedentemente esclusi. E la Radio ha sostenuto e sostiene questo processo di grande apertura, analisi alla mano, senza che legge lo abbia imposto.