Quando la pubblicità si fa leggere

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di Maurizio Badiani

Una ventina di anni fa il regista Gianni D’Amelio fece un film toccante. Si chiamava Lamerica. Narrava le vicende di chi, in seguito alla crisi che aveva colpito l’Albania dopo il crollo del regime di Hoxha, lasciava quel paese in cerca di un approdo più felice. Il breve titolo alludeva, anche ricorrendo all’espediente di un apostrofo mancante, al tempo lontano in cui a lasciare la nostra terra eravamo noi italiani.

Maurizio Badiani
Maurizio Badiani

Veneti, Calabresi, Siciliani – spinti dalla miseria – si imbarcavano verso una meta ignota, con l’Italia nel cuore e tirandosi dietro una valigia piena soprattutto di speranze.Passano gli anni e la storia si ripete.Ora a riempire di sogni quella valigia sono i nostri figli. E le aziende più attente se ne sono accorte. Ecco allora il bell’annuncio di Conad, ( “Nessuna valigia può contenere l’amore di una mamma”) nella cui prosa riconosco la sensibilità e la penna leggera di un grande copy dallo stile inconfondibile. L’annuncio racconta il dramma che accomuna oggi molte famiglie costrette a vedere i loro figli fuggire lontano da casa per andare incontro ad un avvenire che qui da noi appare troppo incerto. Per loro, l’America – dovunque la troveranno – è scritta correttamente con l’apostrofo. Anche perché nella valigia appena chiusa c’è quasi sempre una laurea.

Mio figlio, 19 anni non ancora compiuti, si è iscritto da poco all’università. Corso di laurea: Giurisprudenza con indirizzo internazionale. E quell’aggettivo, “internazionale”, devo ammettere, mi dà apprensione. Poco fa si è aperta la porta: era lui che, come fa ogni sera da anni, si affaccia per darmi la buona notte. Ho contraccambiato il saluto con un che di tenerezza in più.

Forse per la prima volta, grazie anche a una pubblicità, ho pensato davvero al suo futuro.

E mi sono tornate in mente le parole di Howard Gossage:” La gente legge solo ciò che trova interessante. E a volte è un annuncio.”