La sicurezza informatica e le frodi modificano le strategie di protezione del brand online

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Intervista con Chrissie Jamieson, Global Head of Marketing, MarkMonitor

I dati che emergono dal recente studio di MarkMonitor, mostrano che la maggior parte delle aziende ha intenzione di cambiare o integrare le proprie strategie di protezione del marchio online. Questo per far fronte sia alle nuove minacce alla sicurezza informatica, che alle frodi.

Chrissie Jamieson
Chrissie Jamieson

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Chrissie Jamieson di MarkMonitor, azienda specializzata nella protezione del brand, per commentare i risultati della ricerca che ha coinvolto 600 decision maker nel marketing in cinque nazioni: Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Italia e Francia.

A cosa è dovuto questo aumento di interesse per la protezione del brand online?

Il 72% delle organizzazioni coinvolte nella ricerca afferma che la protezione del brand online sta ottenendo sempre maggiore considerazione a causa di un generale aumento dell’attenzione sulla sicurezza informatica. Prima di tutto, le minacce informatiche colpiscono tutti i brand, indipendentemente dal settore e dalla dimensione. Inoltre, è anche molto importante sottolineare che queste minacce stanno crescendo rapidamente; secondo il nostro studio infatti, rispetto al 2017, gli attacchi informatici sono raddoppiati. Anche il World Economic Forum ha citato i cyber attacchi come uno dei primi cinque rischi per la stabilità globale. Di conseguenza, l’impatto sulla protezione del brand è potenzialmente significativo e mostra la necessità di integrare strategie di sicurezza informatica più ampie per garantire che entrambe siano allineate al beneficio dell’azienda e colmare eventuali lacune che potrebbero verificarsi. Per questo motivo nei prossimi cinque anni i budget per la protezione del marchio saranno principalmente impiegati per assumere persone qualificate, salvaguardare i nomi a dominio e l’IP aziendale, combattere il phishing e la pirateria nonché implementare nuove tecnologie di protezione del brand.

Secondo la ricerca l’obiettivo primario di una strategia di protezione del brand è proteggere i consumatori. Che azioni si possono intraprendere in quest’ambito?

Effettivamente quest’anno il 46% degli intervistati ha citato la sicurezza dei consumatori come ragione principale dell’avere in atto una strategia di protezione, rispetto al 28% emerso dalla ricerca dello scorso anno. Questo dato mette in luce l’importanza di nuovi approcci incentrati sul consumatore che mirano all’attività criminale in cui il consumatore è maggiormente esposto alle minacce. Applicare lo stesso approccio alle violazioni ha il potenziale per rendere più efficace la protezione del marchio. Dando priorità alle violazioni basate su questa visione incentrata sul consumatore – che si concentra su di esse laddove i consumatori hanno maggiori probabilità di incontrarle – i brand possono intraprendere azioni più efficaci e risparmiare tempo e risorse, invece di cercare di rimuoverle singolarmente, proteggendo così, in modo soddisfacente, il consumatore.

Quali sono le nuove tecnologie impiegate nella protezione del brand?

Sia che si tratti di specialisti della protezione del brand che sviluppano soluzioni, sia che siano i brand stessi ad affrontare queste sfide grazie a dipartimenti interni o di terze parti, il successo passa sempre dalla giusta tecnologia. Quasi un quarto degli intervistati ha dichiarato che spenderebbe la maggior parte del proprio budget per le nuove tecnologie e l’85% dei brand ha affermato di aver già implementato nuove tecnologie nella propria strategia di protezione, tra cui l’intelligenza artificiale (39%), i big data (37%), il machine learning (33%) e il dark web (29%). I professionisti che si dedicano ad intelligenza artificiale, machine learning e all’analisi dei big data possono monitorare il panorama delle minacce in modo più efficiente ed efficace, offrendo ai brand un approccio più proattivo per affrontare le minacce, in particolare per quanto riguarda il phishing.

Quindi per concludere, bisogna sensibilizzare ed educare le aziende a una cura sempre maggiore nelle strategie di protezione del brand?

Certo! Un solo passo falso nella propria strategia di protezione del marchio può portare a conseguenze disastrose. Dalla perdita di fiducia a danni alla reputazione che portano di conseguenza a un impatto negativo sul reddito.

È vitale per le aziende proteggere non solo i propri asset ma anche i propri clienti. Per farlo è necessario coinvolgere l’intera struttura aziendale ed educare i decision maker a considerare quanto i danni causati dalle violazioni e frodi online ricadano sulla percezione dei consumatori e sul valore del brand.