Esce in libreria “Guida calcistica di di LinkedIn” di Gianluigi Bonanomi

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LinkedIn è un ottimo strumento per curare il proprio personal branding, il networking, la comunicazione digitale e il posizionamento online. Peccato però che per molti risulti uno strumento poco intuitivo, complicato se non addirittura inutile. Tanti aprono il profilo e lo abbandonano, oppure lo usano in modo talmente sbagliato da renderlo controproducente.

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Dopo anni di corsi sull’uso strategico di LinkedIn, Gianluigi Bonanomi – giornalista hi-tech e formatore sui temi della comunicazione digitale – ha deciso di raccogliere approfondimenti, strategie, domande e trucchi in questo libro. Occorreva però dargli un taglio diverso per rendere lo strumento accessibile a tutti, differente dagli altri manuali sul tema. Serviva una metafora. E qual è la più popolare, in Italia, se non il calcio?
Da qui è nata l’idea di scrivere il manuale calcistico di LinkedIn: un testo sui generis, un po’ provocatorio, sornione, che usa alcuni concetti del gioco più bello del mondo (attacco, difesa, contropiede, figurine, tifosi, falli, cartellini e molto altro) per spiegare strumenti e comportamenti su LinkedIn.
Nel testo si trovano molti spunti di riflessione e di approfondimento (anche grazie alle interviste ad esperti dello strumento) ma soprattutto tantissime indicazioni pratiche su come sistemare il profilo e usarlo in modo strategico per raggiungere i propri obiettivi: trovare o cambiare lavoro, far crescere la propria rete, reclutare collaboratori e partner o vendere. Pronti per il calcio d’inizio?

Perché scrivere una Guida calcistica di LinkedIn? Perché non l’avevo ancora fatto nessuno – dichiara Gianluigi Bonanimi – Ma se nessuno l’aveva ancora fatto, un motivo ci sarà… Non voglio saperlo.
Scherzi a parte, mi serviva una metafora popolare, anzi nazional-popolare, per parlare di un social freddo, complicato, sottovalutato, spesso odiato. Ho quindi immaginato un testo che, a partire da elementi calcistici ben noti, spiegasse gli usi corretti e quelli inopportuni del social network professionale per eccellenza.
LinkedIn, sebbene non sia paragonabile al social “generalista” Facebook, – continua Bonanomi – conta ora più di 10 milioni di italiani iscritti (e se l’è comprato Microsoft). È un social che qualcuno usa solo per cercarsi un lavoro (scambiandolo per Monster e InfoJobs) ma che qualcun altro usa da attaccante, per vendere; altri per costruire uno spirito di squadra, fare networking; parecchi per fare calciomercato, trovare i candidati; infine qualcuno per esibirsi in virtuosismi, la pubblicazione di contenuti di valore (content marketing). Altre metafore, come le figurine e i falli, mi hanno aiutato a spiegare in parole povere il mondo di LinkedIn.
Arrigo Sacchi una volta disse: “Il calcio è la cosa più importante delle cose non importanti”. Un po’ come i social nel mondo del business.