ViziPubblicitari – L’adv stile Borgia

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di Federico Unnia

Questa volta voglio essere colto, o almeno ci provo. L’ennesima ingiunzione di desistenza con la quale il Comitato di controllo ha bloccato la diffusione di un messaggio pubblicitario perché offensivo della dignità della donna e tale da screditare l’ìmmagine stessa della pubblicità mi ha fatto venire in mente i Borgia. Si per l’accostamento audace, spinto, insolente, offensivo di un vino con il sesso femminile.

74-18 castello coiano

Si, la tanto discussa e criticata famiglia spagnola che seppe arrivare al soglio pontificio con Papa Alessandro VI sul volgere nel XVI secolo, dette spunto con le gesta del figlio Cesare a Macchiavelli per scrivere Il principe (tanta roba, come va di moda dire tra i millennials ignoranti) e, infine, consegno alla storia la discussa figura di Lucrezia, donna misteriosa, bellissima, perversa, oggi diremmo emancipata.

Ebbene tutto questo turbinio lo genera l’immagine che il Comitato ha sanzionato.

Si tratta del messaggio pubblicitario “Degusta Me. Castello di Coiano”, un’azienda produttrice di vini, in cui fa bella mostra di se  una donna vestita di bianco con un calice di vino mezzo pieno posizionato all’altezza del pube, mentre il claim recita: “Degusta Me”. 

Ad avviso del Comitato, “tale rappresentazione oltre a lasciare poco spazio all’immaginazione riguardo al significato scurrile della comunicazione, risulta infatti offensiva della dignità della persona. La figura femminile viene rappresentata in modo svilente, esposta al pubblico e assimilata al prodotto pubblicizzato, diventando essa stessa un bene da consumare, come chiaramente esplicitato dalla headline. L’assoluta gratuità della scelta comunicazionale appare come unicamente finalizzata ad attirare a tutti i costi l’attenzione del pubblico strumentalizzandone la sensibilità e gettando discredito sulla comunicazione pubblicitaria in generale, in violazione dell’art. 1 del Codice”.

Insomma, una sentenza inappellabile di condanna con la sola differenza che allora si finiva infilzati direttamente nelle acque melmose del Revere, oggi si incassa la decisione e la vita prosegue come prima.