Intervista ad Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati

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Intervista esclusiva di Igor Righetti, direttore responsabile del mensile “Mese per Mese” e del quotidiano “Mesepermese.it” ad Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati. L’intervista integrale la trovate sul quotidiano “Mesepermese.it” (www.mesepermese.it).

“Gli italiani ora non sono più soltanto vittime dei fax che arrivano da Bruxelles, Berlino o Parigi”

Di Igor Righetti (www.igorrighetti.it)

Foto di Grigore Scutari

Alessandro Morelli, classe 1977 e leghista nel Dna, pragmatico e con le idee chiare, è stato giornalista del quotidiano “La Padania”, direttore di “Radio Padania libera” e de “Il Populista”. Da giugno 2010 ha ricoperto la carica di assessore al Turismo, Marketing e Identità al Comune di Milano. 

Quali caratteristiche deve avere un governo per riuscire a durare cinque anni? Il governo Conte quali possibilità ha di farcela?

Per durare 5 anni deve essere equilibrato e questo sembra in antitesi con il governo del cambiamento che cerca di mutare le cose in Europa come la battaglia di Salvini sull’immigrazione sulla quale l’Ue ha girato la testa per 7 anni o come il tema economico sul quale il ministro Tria sta facendo, secondo me, un’operazione molto efficace e di ragionevole equilibrio ma di cambio dei rapporti in Europa. Rapporti in cui noi prevediamo di imporre lo sconto degli investimenti pubblici, quindi le infrastrutture, da ciò che è il debito, grande peso sui conti dello stato italiano. Quindi equilibrio, ma rivoluzione e cambiamento nei rapporti con l’Europa. Il governo Conte ce la farà perché innanzitutto la rivoluzione è partita dalle prime mosse del ministro Salvini. Merkel e Macron non sono più i soli interlocutori dell’Unione europea e, in Italia, finalmente gli italiani si stanno rendendo conto che noi non siamo più soltanto vittime dei fax che arrivano da Bruxelles, Francoforte, Berlino o Parigi ma che i nostri argomenti sono all’interno dell’agenda politica europea.

 

Alessandro Morelli
Alessandro Morelli

Punti di convergenza ed elementi di distanza tra Lega e Movimento 5 Stelle…

Quelli di convergenza sono innanzitutto fare gli interessi degli ultimi, considerando come ultimi gli italiani. I 5 Stelle hanno promosso il reddito di cittadinanza, noi abbiamo imposto nel contratto di governo che il reddito di cittadinanza, o quello che si svilupperà, sia indirizzato solo ai cittadini italiani. Aspetto che prima non c’era. Altro punto di convergenza sono le politiche sull’ immigrazione sulle quali lo stesso Salvini ha riconosciuto grande coerenza e buoni rapporti con i ministri dei 5 Stelle che hanno sostenuto la sua battaglia. Temi sui quali sicuramente saranno necessari maggiori approfondimenti sono quelli che riguardano, per esempio, lo sviluppo delle grandi infrastrutture sulle quali è ragionevole osservare a che punto sono i progetti, magari datati di 30 anni, e valutarne la modernità, ma su alcuni evidentemente non si possono fare passi indietro.

Lega e Movimento 5 Stelle, con i loro programmi, hanno saputo interpretare il disagio sempre più diffuso nella popolazione. Quali le prime risposte che intendete dare?

Per noi è fondamentale dare da subito una scossa all’economia e quindi il tema della flat tax. Abbiamo già proposto di aumentare il regime dei minimi per le partite Iva e per le aziende: il nostro obiettivo è arrivare a 100 mila euro all’anno. C’è poi il tema della legge Fornero sul quale noi abbiamo fatto una fortissima campagna elettorale. Io sono stato uno dei protagonisti della raccolta firme per il referendum di abrogazione della legge Fornero. È stato un cavallo di battaglia della Lega per tanti anni e noi chiaramente lo vogliamo portare a casa. Stiamo anche promuovendo con grande forza nell’interesse del “prima gli italiani” tutto quello che è la difesa del made in Italy, che significa più lavoro. Made in Italy è tutto, non soltanto il settore agroindustriale.

I sondaggi vi vedono in netta salita, con la Lega tra il 27 e il 31 per cento. Pensate ci sia un ulteriore margine di crescita? 

Sì, è chiaro che la Lega a questo punto deve radicarsi soprattutto in quei territori in cui è meno presente nel senso fisico del termine. La Lega è l’ultimo partito del Novecento e io sono orgoglioso di questo. È l’ultimo partito che ha ancora sezioni e dove le persone possono incontrare dagli amministratori locali fino ai parlamentari. Noi siamo l’unico partito che ancora organizza feste nel periodo estivo sui nostri territori storici. La nostra intenzione è quella di allargare questa struttura sempre di più alle aree del Centro-Sud dove oggi c’è un forte voto di opinione nei confronti dell’azione di Salvini che è sicuramente energica e fattiva. Dall’altra parte, a tutto questo deve essere affiancato un lavoro di radicamento perché anche a Salerno come a Reggo Calabria le persone possano avere punti di riferimento fisici.

Come vede, nel futuro prossimo, il rapporto con Forza Italia. Arriverete a dire “c’eravamo tanto amati?”…

Con Forza Italia governiamo alla grande in quasi tutte le regioni del Nord e l’auspicio è che si continui a vincere anche nelle regioni del Centro-Sud. O ci sarà un’evoluzione da parte di tutti, e me ne faccio carico anch’ io rispetto a quelle che sono le necessità e il cambio del modello della politica attuale, oppure evidentemente qualcuno rimarrà indietro e qualcun altro crescerà ancora di più.

 

Alessandro Morelli con Igor Righetti
Alessandro Morelli con Igor Righetti

Con la Lega al governo, più Europa o meno Europa?

Più Europa. La Lega è il partito più europeista che ci sia nel panorama parlamentare. Quando ci sono stati gli europeisti del partito democratico che hanno governato, i Paesi europei alleati hanno posto i confini con le Alpi. Francia e Austria hanno chiuso Schengen a causa dell’immigrazione clandestina. Quindi, per anni, i confini d’Europa sono state le Alpi. Oggi, grazie alla Lega e grazie al fatto che Salvini sta proponendo all’Europa un nuovo modello, finalmente i confini d’Europa stanno tornando quelli naturali che casualmente coincidono con quelli italiani, cioè il Mediterraneo. Di conseguenza è ragionevole che tutta Europa partecipi alla difesa dei confini, cosa che non è avvenuta perché Francia, Germania e Austria non hanno condiviso la scelta dell’Italia di aprire le porte a tutti. Ma è assolutamente legittima. Chi ha chiuso Schengen? In Francia gli ultraeuropeisti di Hollande del partito socialista europeo e poi di Macron. Dall’altra parte, in Austria, prima dal partito socialista e, in seguito, confermato quando questi hanno perso le elezioni, dal centrodestra austriaco. Quindi noi siamo i veri europeisti, siamo per un’Europa che riprende i propri confini, da un lato, e dall’altro per una Ue che economicamente valorizzi quei Paesi che sono protagonisti d’Europa. Non dobbiamo dimenticare, infine, che l’Italia partecipa con 20 miliardi di euro al bilancio europeo e ne riceve soltanto 12.

Che cosa risponde a coloro che affermano che il vero presidente del Consiglio è Matteo Salvini?

Sbagliano perché il vero presidente del Consiglio si chiama Conte. Salvini è il leader di un partito che ha oggettivamente una grande forza e sta in questi mesi cercando di dimostrare che si passa dalle parole ai fatti rispetto alle proposte che abbiamo evidenziato durante la campagna elettorale. Il lavoro della Lega è molto forte in sede parlamentare e abbiamo il valore aggiunto di avere una classe dirigente che viene dai territori: la stragrande maggioranza dei nostri parlamentari è stata o è formata da consiglieri comunali o regionali, sindaci, persone con esperienza. Abbiamo competenze che stiamo riuscendo a mettere a frutto immediatamente.

In qualità di presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni come vede il futuro della Rai?

Vedo un futuro radioso per la Rai perché noi chiederemo di investire molto sulla modernizzazione, sul tema del web e del digitale. La Rai è una realtà che con difficoltà si sta approcciando alle nuove tecnologie. È assolutamente ragionevole che la continui a parlare con tutta la popolazione, non solo con quella nativa digitale, ma non può non essere la prima a confrontarsi con un mercato in maniera molto forte e che rappresenta il futuro. Il nostro obiettivo è che la Rai possa parlare a tutti.