I notai fanno lo sconto. Il loro ordine li sospende

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Secondo l’ antitrust il consiglio di Milano sta limitando la concorrenza. L’Italia rischia l’ennesima procedura di infrazione da parte di Bruxelles

Vietato fare sconti, almeno per i notai – è quanto emerge da un’inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano LIBERO (https://codacons.it/i-notai-fanno-lo-sconto-il-loro-ordine-li-sospende/ ). Il Consiglio notarile di Milano (Cnm) è finito da qualche tempo nel mirino dell’Antitrust.

notaio

Secondo il garante per la Concorrenza, infatti, “il Consiglio avrebbe perseguito l’obiettivo di indurre i notai del distretto a limitare, sotto il profilo quantitativo, la propria attività, così restringendo il confronto concorrenziale tra gli stessi e conducendo a una ripartizione del mercato e a una limitazione della concorrenza di prezzo”.

Il sospetto è che esista un accordo di cartello per livellare i prezzi verso l’alto. Qualche giorno fa un’ordinanza dell’Agcom ha confermato l’ uso sproporzionato e distorto, del potere disciplinare da parte del Cnm per finalità perequative. Non solo, l’autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella ha anche sollevato questioni di legittimità costituzionale su un emendamento alla legge di Stabilità che prevede l’esclusione delle azioni disciplinari dei consigli notarili dalla sfera d’intervento del Garante. Misura – contro la quale peraltro l’Agcom si era già appellata alla Consulta – che non solo impedisce ai notai di ricorrere all’ Antitrust, ma rischia di provocare per il nostro Paese l’ apertura dell’ ennesima procedura di infrazione da parte di Bruxelles, mandando all’ aria tutte le leggi e i decreti sulla concorrenza.

Ribassi vietatiTutto nasce dalla scelta di alcuni notai di Milano di abbassare i prezzi. Decisione che dal 2006, anno dell’entrata in vigore della legge Bersani, ha preso anche lo studio notarile di Paolo De Martinis, cominciando a ridurre le tariffe, perché «in un periodo di crisi come questo si cerca di andare incontro ai clienti che esigono competenza ma anche prezzi concorrenziali», spiega. Una scelta, stando al notaio, non gradita però al Cnm che lo ha sanzionato in diverse occasioni. Dal 2011, infatti, ha ricevuto dal Consiglio «processi disciplinari per vicende singolari, molte delle quali pretestuose e circa 50 mesi di sospensione».

“Le motivazioni sono state le più disparate», racconta il notaio low cost, che è stato accusato persino di aver “lavorato troppo”. Il Cnm ha calcolato, infatti, che ci vogliono due minuti per leggere ogni singolo foglio di un atto notarile, e che quindi un notaio non può fare più di 15 pratiche al dì. De Martinis ne faceva 20. Da qui le sanzioni, i reclami alla Corte d’Appello, i ricorsi in Cassazione. Diversa la versione di Arrigo Roveda del Cnm secondo cui «la legge non ammette che il notaio, pagato per il suo lavoro qualificato, lo faccia poi svolgere da altri. Quando questo è accaduto, ed è stato provato, i giudici hanno applicato le giuste sanzioni”.

Indaga la finanzaInfine, De Martinis ribatte ai giornalisti di Libero: nel settembre del 2016 un’ ispezione al Cnm del Nucleo speciale Antitrust (Fiamme Gialle) “ha rilevato una documentazione in cui si faceva riferimento ad una mappatura di ciascun notaio, con schemini volti alla perequazioni degli onorari tra i vari iscritti all’ ordine». Il Codacons ha presentato un esposto in Procura contro il Cnm, accusandolo di aver applicato «una sorta di cartello per eliminare tutti gli spazi di confronto tra i notai». Secondo l’ associazione dei consumatori «quando ci sarà la pronuncia dell’ Antitrust verranno messi sotto osservazione tutti i Consigli del notariato per constatare come sono state erogate le sanzioni”.