Intervista a Tommaso Pugliese, giovane fotografo calabrese

Tommaso Pugliese nasce nel 1988 e vive a Ricadi, un piccolo centro turistico in provincia di Vibo Valentia lungo quella che viene chiamata, in Calabria e non solo la Costa degli Dei. La fotografia è una tradizione di famiglia che lo porta a formarsi attraverso l’immagine e la ricerca del bello, nel senso più ampio. Quando si parla con Tommaso, colpisce il fatto che la sua, oltre che una scelta professionale sia anche una presa di posizione sociale: il racconto per immagini è uno strumento per riuscire a raccontare con occhi nuovi la realtà e, perché no, a migliorarla a colpi di bellezza. Lo muove l’ambizione di voler cercare sempre un nuovo punto di vista nuovo e di ricomporre, attraverso l’immagine fotografica, un contesto che sempre più pericolosamente viene percepito come frammentato e dissonante.

Tommaso Pugliese
Tommaso Pugliese

 Perché ha scelto questo lavoro?

La fotografia è il settore in cui hanno lavorato per anni i miei genitori. La volontà di raccogliere la loro eredità è sempre stata molto radicata in me. Prima che un lavoro, questa è la mia passione.

 Le sue campagne più importanti?

Le maggiori collaborazioni nel settore pubblicitario, riguardano il turismo, nello specifico la promozione del territorio di Capo Vaticano (VV), attraverso collaborazioni con le maggiori realtà imprenditoriali locali, quali ad esempio, Villa Paola Tropea, Baia del Sole Resort, Villaggio il Gabbiano, Hotel Residence Santa Chiara…

Difficile farlo in Calabria?

Credo che accontentare il cliente sia difficile dappertutto, ma non direi che è difficile lavorare in Calabria.

Come va il mercato?

Nonostante la fotografia sia diventata una costante nella vita quotidiana di tutti, anche troppo invasiva ahimè, l’opportunità di lavorare con il turismo, gli eventi privati, nonché le tradizioni cattoliche, mi spinge a dire che il mercato, sempre che ci sia un’offerta professionale e qualificata, è in crescita.

In quali settori si è specializzato?

Il ritratto e la fotografia per matrimoni nello specifico, è il settore in cui sono cresciuto. Rimango molto legato al fotoritocco digitale, poiché è stato il mio primo incontro con la fotografia, mi sono appassionato a Photoshop fin da ragazzino.

Ci può dire qualcosa della collaborazione con Klaus Davi?

Proprio per le mie competenze professionali nel settore del fotoritocco, tramite conoscenze in comune, ho collaborato con Klaus Davi ad alcuni progetti che riguardavano appunto dei ritocchi fotografici. E’ stata un’esperienza formativa oltreché divertente e spero in futuro di poter continuare a collaborare con Davi

Pizza patrimonio Unesco, come la raffigurerebbe?

Non saprei su due piedi. Ma credo che una delle note magiche della pizza, sia il legame indissolubile con la sua città. Per questo mi piacerebbe realizzare un time-lapse in cui accompagnati dalle musiche di Pino Daniele, seguiremmo la nascita del prodotto dalla lievitazione della pasta, alla sua morte in un  boccone di una gustosa pizza margherita.

Ha lavorato per agenzie milanesi?

Non ho ancora avuto modo di allargare i miei orizzonti, al di là della collaborazione con Klaus Davi, che spero possa portarmi fortuna anche in quella direzione, non ho per ora collaborato con agenzie milanesi.

Con quale dei grandi creativi lavorerebbe di oggi e del passato

La mia passione per il viaggio mi spinge a dire Steve Mccurry, come grande fotografo del presente. Mentre per la sua capacità di rottura e l’infinita eleganza, se potessi tornare indietro passerei le mie giornate col maestro Avedon.

Come rilancerebbe l’immagine della Calabria?

Affrancandola dall’idea terra gretta, omertosa e massona, pur consapevole che la strada è ancora molta da fare, e che a volte i tre aggettivi da me usati ben rappresentano la nostra realtà, ma sono fermamente convinto che il senso del rispetto per gli altri e il valore dell’accoglienza facciano della gente di Calabria, gente speciale. Il mezzo su cui far correre una nuova culturale calabrese è secondo me il turismo, che finora ha portato benessere e crescita a pochi, ma che nei prossimi anni ci potrà rendere protagonisti a livello mondiale.

Ci dica qualcosa della sua formazione professionale

Abbandonati gli studi di Giurisprudenza a Pavia, per incompatibilità con il malsano ambiente del mondo diritto, non con la magnifica cultura giuridica che tanto mi ha insegnato, mi sono trasferito a Firenze dove ho intrapreso studi approfonditi sulla fotografia, in maniera del tutto autonoma. Forse per una forma di rifiuto del dogma, non della conoscenza o della cultura, che permettono sempre di crescere e migliorare. Come detto all’inizio sono cresciuto in una famiglia di fotografi, per cui la ricerca e lo studio sulla materia hanno sempre fatto parte e sempre faranno parte dei miei interessi privati.