No al corpo oggetto

617

di Federico Unnia

L’affissione pubblicitaria diffusa a Messina per pubblicizzare  “Sanitaria Ruggeri. Prima Infanzia. Articoli medicali.”, è stato bloccato da un’ingiunzione di desistenza, emessa dal Comitato di controllo e non opposta dall’azienda stessa. Secondo il Comitato, infatti, l’immagine è stata ritenuta sfacciatamente contraria all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina. Il messaggio, che voleva far conoscere i prodotti medicali e elettromedicali e articoli per la prima infanzia della “Sanitaria Ruggeri”, proponeva  l’immagine di una donna nuda a mezzo busto,  con i capelli sciolti e lunghi che le arrivano a coprire i seni. In effetti, mancava qualsiasi relazione tra l’uso della donna in tale posa e i prodotti che si volevano pubblicizzare.

Sanitaria Ruggeri

Secondo il Comitato, tale  rappresentazione  veicolava un’immagine  svilente della persona, come tale non conforme all’art. 10 del Codice. Come affermato in diverse occasioni,  presentare il corpo di una donna nuda o discinta in un’immagine pubblicitaria non necessariamente urta il comune senso del pubblico o di una parte di esso: dipende dal contesto e dal prodotto pubblicizzato . Nello specifico il contesto era quello di una affissione, medium  tra i più invasivi in quanto la visione del messaggio pubblicitario viene imposta ad un pubblico indifferenziato. In aggiunta, l’utilizzo dell’immagine non trovava alcuna giustificazione in relazione ai prodotti promozionati: tutto si risolveva così  nell’uso del corpo della donna unicamente quale spazio pubblicitario per sollecitare l’attenzione del pubblico, tutto ciò in contrasto con il disposto dell’articolo 10 del Codice.