MACRON Vs Macaroni (una questione di immagine)

di Maurizio Badiani – Direttore Creativo Esecutivo di Expansion Group

Maurizio Badiani
Maurizio Badiani

“Vado in vacanza in Francia” “Ah bella la Francia. Peccato che i francesi siano antipatici!”. Quante volte volte l’avete sentito dire? Cento? Mille?

Gli Svizzeri? Mai sentito dire che sono antipatici. Gi Austriaci? Nemmeno. Ma i Francesi… sì: li hanno tutti sui coglioni.

Se questo succede un motivo ci sarà pure! Chi ha un’infarinatura di storia può fare risalire l’antipatia a tempi antichi, quando la Francia spadroneggiava per l’Italia arraffando quel che voleva. Eravamo una specie di scrigno in cui chi era più lesto (Francia, Spagna) poteva mettere la mani. Anche Napoleone, dapprima osannato come portatore dei sacri principi della rivoluzione, si rivelò presto per quel che era: un francese (per di più di origine italiana!). Portò via dal Bel Paese carrettate di capolavori e solo la mediazione di Canova, sostenuto dagli inglesi, riuscì a riportare qualcosa a casa. Il resto è ancora appeso ai ganci del Louvre. Veronese incluso.

Unica, misera soddisfazione per noi mangiaspaghetti: il quadro per cui tutto il mondo va al Louvre, l’unico a cui non ci si può neppure avvicinare tanta è la rissa, è di un italiano: di Leonardo. Tiè! Alla barba dei vostri David, Poussin e via discorrendo. L’ho presa larga? Allora stringiamoci a coorte e veniamo alle ultime ore. Il “liberale” Macron, osannato a più non posso dai nostri gazzettisti come un Napoleone redivivo (ma la storia proprio non insegna niente?!) ci ha… scippato un importante acquisto. Pur di non lasciarci il 67 % delle quote della Stx, da noi regolarmente acquistata in un ‘asta pubblica, ha deciso di nazionalizzare l’azienda. Decisamente un gran bel gesto da liberale. E corretto soprattutto! Mi chiedo se si sarebbe comportato nello stesso modo se le azioni, invece di essere in mano italiana, fossero state nelle grinfie di un Trump o di un Putin. Qualche dubbio mi rimane. Il fatto è che l’ immagine conta.

E quella del nostro Paese, mi sanguina il cuore a dirlo, non è delle migliori. Mattarella -specchiata persona- ripete a voce bassa le stesse litanie. Gentiloni –lo dice la parola stessa

(perfetta per una marca di Savoiardi: I Gentiloni) – sembra uno che debba scusarsi anche col gatto del vicino a cui per caso ha pestato la coda. Va all’estero, torna, “Com’è andata”: “Sì -dice con voce fievole- benino: ci hanno promesso…”. Ma, dopo mesi di andirivieni, il cerino dei migranti resta sempre nelle nostre mani. E come può essere diversamente? Che credibilità abbiamo?

Un paese dove, se succede un fattaccio, tiriamo i bussolotti per capire se è stata la Mafia, la ‘Ndrangheta, la Camorra o la Sacra Corona Unita. Dove la sinistra sputa improperi sulla destra, i grillini sui Pd, i Pd sui loro compagni in una lotta civile fatta di parolacce e battute che non fanno più ridere nessuno. Il risultato? Macerie. Solo macerie. Trasmettiamo all’estero ogni giorno in diretta TV l’immagine di un paese lacerato, arruffone, inaffidabile. E allora ecco farsi avanti i Macron di turno. Come iene si avvicinano a quel poco che resta di questo paese in putrefazione e staccano il morso più grosso che possono. Oggi la Stx domani chissà.

L’italia, per Metternich, era solo un’espressione geografica. Da allora sono passati tanti anni. Ma fuori dai confini, credo che siano ancora in molti a pensare del nostro paese la stessa cosa.