Fabio Coglitore confermato vicepresidente dell’APPC

Fabio Coglitore
Fabio Coglitore

L’Assemblea nazionale dell’Associazione Piccoli Proprietari Case (APPC) ha rieletto per il quadriennio 2017 – 2021 Fabio Coglitore quale vicepresidente nazionale vicario con delega per i rapporti col Parlamento, nomina che si aggiunge a quella di presidente dell’APPC romana.

Fabio Coglitore, classe 1967, dottore commercialista e revisore dei conti, ha iniziato nel 1990 l’attività sindacale per la proprietà immobiliare: nel corso degli anni, con l’APPC ha, tra le altre cose, contribuito fattivamente all’azzeramento dell’ICI sulla prima casa – evitando così che diventasse una patrimoniale sull’abitazione principale – ha gestito i rapporti col Parlamento e ha sottoscritto numerosi accordi a livello nazionale e locale in termini di politiche abitative, diventando uno tra i più autorevoli esperti del settore.

Le politiche abitative devono attuarsi in stretta correlazione con i bisogni dei cittadini proprietari dell’unità immobiliare – ha dichiarato CoglitoreIn particolar modo, riforme strutturali sulla casa quali la legge condominiale, le imposte patrimoniali e la variazione delle rendite catastali, devono essere concertate con i rappresentanti di categoria  prima di essere attuate; in tal modo, molti errori potrebbero essere evitati sul nascere. Il diritto di proprietà deve tornare centrale in una riforma del sistema giuridico italiano che non deve armare il cittadino ma tutelarlo, farlo sentire al sicuro tra le mura domestiche”.

Coglitore, in qualità di presidente dell’APPC di Roma, è tornato sulla questione abitativa capitolina, che nei giorni scorsi lo ha visto protagonista di una discussione a distanza col Campidoglio per la questione del superamento dei campi rom con l’apertura alle lista di attesa per le case popolari ai nomadi: “La situazione di Roma è ferma dal commissariamento dell’ex primo cittadino Ignazio Marino. Negli ultimi 18 mesi, l’immobilismo dell’amministrazione comunale – che solo recentemente ha iniziato a dare segnali di attività – ha aggravato l’emergenza casa. E’ fondamentale rivedere in tempi strettissimi i criteri di assegnazione delle case popolari, verificando che chi le abita ne abbia veramente i requisiti e prevedendo lo sfratto immediato in caso contrario: bisogna ristabilire la legalità. Ci sono 9.000 famiglie in attesa di casa da anni, prima di aprire a nuovi soggetti le graduatorie, il Sindaco Raggi pensi a chiudere le situazioni aperte”.

Il presidente dell’APPC Roma ha poi toccato i temi del decoro pubblico e degli immobili lesionati nella Capitale: «Il sistema dei contratti di manutenzione stradale va rivisto, ritirando le concessioni alle aziende che non ottengono risultati. E’ assolutamente necessaria la creazione di una centrale operativa per il monitoraggio delle acque pluviali per prevenire ed evitare gli allagamenti che, nel tempo, hanno paralizzato la città e che potrebbero essere stati la causa del deterioramento strutturale di alcuni palazzi». «Non è un mistero – ha sottolineato Coglitore –  che negli scorsi mesi a Roma siano stati evacuati degli edifici, che alcuni siano tuttora lesionati e altri distaccati tra loro. Non dimentichiamo, poi, il crollo di un condominio a via della Farnesina, che ha messo in difficoltà le famiglie residenti – è un miracolo che non ci siano state vittime – e che ha bloccato per 5 mesi la vita di un intero quadrante, comportando – secondo quanto riportato dalle associazioni di categoria – la chiusura di alcuni esercizi commerciali. E’ fondamentale che i romani mettano in sicurezza le loro case, non attraverso una mera raccolta documentale prevista dal cosiddetto “fascicolo fabbricato” ma usufruendo di una analisi tecnica che si occupi di controllare caso per caso le situazioni dei singoli palazzi: i parametri cambiano a seconda delle situazioni».