Vizi pubblicitari – No alla donna fetish

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di Federico Unnia

Nuova puntata della perenne sfida del Comitato di controllo alle pubblicità offensive della dignità della donna. L’ultima decisione in ordine di tempo presa dal Comitato riguarda il messaggio pubblicitario “Dal 1979 Carpediem Fetish Philosophy”, apparso lo scorso  aprile.

Carpe Diem solo img

Il messaggio in questione, volto a promuovere il sexy shop “Carpe Diem”, mostrava una modella vestita da cameriera in posa provocatoria con gli slip abbassati sui polpacci. Un’immagine che il Comitato ha  ritenuto manifestamente contraria all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Secondo il Comitato, in assenza di un divieto legislativo non è in discussione la pubblicità relativa all’attività commerciale svolta da “Carpe Diem”, che possa richiamarne in qualche misura le caratteristiche attrattive. Ciò che invece del messaggio non è conforme alle norme del codice è il fatto che  la pubblicità ha una platea più ampia rispetto a quella dei soggetti eventualmente motivati alla fruizione dei beni o servizi pubblicizzati. Ne consegue, correttamente, che l’informazione e la promozione del servizio debba  avvenire  in modo da non urtare la sensibilità di un pubblico indifferenziato. Per il Comitato, il messaggio veicola un contenuto offensivo della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene strumentalizzato al fine unico di attirare l’attenzione dei destinatari. Tutto ciò in evidente contrasto con quanto previsto dall’art. 10 del Codice, secondo cui la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.