Congiuntura & Pubblicità i dati di dicembre 2016

Nel 2016 l’evoluzione dell’economia nazionale è ben rappresentata dal modesto incremento annuale (+0,9%) del PIL. Infatti, nel loro insieme i vari settori hanno palesato durante l’intero anno solare un andamento mediocre, quando non debole o cedente.

  A conferma della citata mediocrità si tenga presente come il PIL nazionale corrisponda a circa la metà di quello dei paesi dell’area euro.

  Tuttavia non mancano settori che hanno palesato andamenti meno insoddisfacenti come quelli della produzione industriale, del fatturato dell’industria e del commercio con l’estero.

  Continua invece la deriva negativa del settore delle costruzioni che pare non voglia saperne caparbiamente di entrare in territorio positivo. Sembrano stentare le vendite al dettaglio che oscillano intorno alla parità.

  Il tasso d’inflazione si è confermato in territorio positivo e sembra promettere di rimanervi stabilmente, soprattutto in concomitanza con gli incrementi dei prezzi dei servizi dei trasporti, degli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati.

  Continua la debolezza dei prezzi dei prodotti industriali sia sul mercato interno sia sui mercati esteri, nonostante gli occasionali ed effimeri sussulti positivi.

  La debole evoluzione dell’economia si rispecchia nei tassi di disoccupazione vuoi totale vuoi giovanile; tassi che non sembrano voler scendere bensì stazionare su livelli che non possono non suscitare preoccupazione.

  Al debole clima generale non sembrano voler prestare soccorso le prospettive disegnate dall’andamento degli ordinativi dell’industria, specie di quelli provenienti dal mercato interno.

  L’unico settore che sembra procedere col vento in poppa è quello degli investimenti pubblicitari che chiudono il 2016 in netto vantaggio su quelli del 2015, grazie al pingue bottino raccolto durante gli importanti eventi sportivi internazionali della scorsa estate.

  Il clima di fiducia dei consumatori sembra ben intonato anche se presenta componenti caratterizzate da andamenti di segno alterno.

  Il clima di fiducia delle imprese sembra confermato per il settore manifatturiero, ma non per le costruzioni, per i servizi e per il commercio al dettaglio che, inoltre, manifestano il timore di peggioramenti nel prossimo futuro.
The following analysis describes in detail the aspects leading to the above mentioned scenario.

  Nel mese di dicembre la produzione industriale ha palesato un consistente aumento del +6,6% che si aggiunge al +3,2% di novembre, al +1,3% di ottobre ed al +1,8% di settembre Detto risultato è il frutto della contribuzione di tutti i comparti.

  Il balzo in avanti di dicembre ha prodotto, ovviamente, un miglioramento del bilancio dell’intero 2016 che, infatti, si è portato al +1,7% dal +1,3% dei primi undici mesi dell’anno e dal +1,1% dei primi dieci mesi.

  I suddetti dati incoraggianti non devono comunque far dimenticare come essi siano di fatto poca cosa nei confronti delle ingenti perdite causate dalla recessione. Infatti, dette perdite hanno raggiunto nel periodo 2007-2016 il problematico livello del -21,4%, che richiederà un ragguardevole numero di anni per essere recuperato.

  Si coglie l’occasione per riferire come la media delle stime previsive nel periodo gennaio-novembre siano state del +0,9% contro l’effettiva variazione del +1,7% per il totale della produzione industriale, mentre per la produzione dell’aggregato dei beni di consumo la media delle stime previsive sia stata del -0,1% , contro l’effettiva invarianza. Il che consente di continuare a dare fiducia al metodo previsivo adottato.

  La tendenza riflessiva dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali si conferma per l’intero 2016 con un -1,9% complessivo, risultante fra il -2,2% del mercato interno ed il -1,1% del mercato estero.

Ciò anche se nel mese di dicembre si sia rilevato un rimbalzo complessivo del +0,9%, quale media fra il +0,9% del mercato interno ed il +0,7% del mercato estero.

  Il mese di dicembre registra un succulento +9,4% del fatturato totale dell’industria, quale media fra il
+8,2% del mercato interno ed il +11,8% del mercato estero. Il che ha consentito di chiudere il 2016
con un complessivo +0,2% dovuto esclusivamente al +0,5% del mercato estero.

  Gli ordinativi invece palesano in dicembre una contrazione complessiva del -0,9%, per colpa esclusiva del -13,5% del mercato estero che ha vanificato il soccorso del +10,3% da parte del mercato interno. Il 2016 si chiude con un totale del -1,2%, quale media fra il -2,2% del mercato interno ed il +0,2% del
mercato estero.

  Continuano le sofferenze del settore delle costruzioni che presenta in dicembre una ulteriore
contrazione del -0,2%, ed una variazione negativa del -0,3% nel rapporto 2016/2015

  Nel mese di dicembre continua il buon andamento del commercio con l’estero che segna un +5,7% per l’export ed un +6,1% per l’import. Questi dati consentono al bilancio 2016 di chiudere con un +1,1% per l’export ed un -1,4% per l’import. Si osserva che sono i mercati extra UE a frenare sia l’export (-1,2%) che l’import (-5,8%). Il saldo annuale, al netto dei prodotti energetici, sale a 78
miliardi dai 69,5 dei primi undici mesi.

  Dal fronte dell’occupazione continuano a provenire notizie non tranquillizzanti. Infatti, il tasso di
disoccupazione totale è salito al 12,0% dall’11,9% di novembre, mentre il tasso di disoccupazione
giovanile è salito al 40,1% dal 39,4% di novembre.

  In dicembre le vendite al dettaglio (in valore) presentano una contrazione complessiva del -0,2%
quale media fra il +0,2% degli alimentari ed il -0,4% dei non alimentari, nonché fra il +0,3% della distribuzione moderna ed il -0,6% della distribuzione tradizionale. Il 2016 si chiude con un complessivo +0,1%, risultante fra il -0,1% degli alimentari e l’invarianza dei non alimentari, nonché fra il +0,5% della distribuzione moderna ed il -0,4% di quella tradizionale.

  Per il secondo mese consecutivo il tasso d’inflazione si conferma in territorio positivo, presentando in gennaio il +1,0% dopo il +0,5% di dicembre. Detti incrementi sono dovuti prevalentemente agli incrementi dei prezzi dei servizi di trasporto, degli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati. ,

  Prosegue anche in dicembre il naturale ridimensionamento degli investimenti pubblicitari (+0,4%) essendo cessato l’effetto traino esercitato dai due rilevanti eventi sportivi internazionali che si sono conclusi l’estate scorsa.

  Tuttavia detto ridimensionamento non ha impedito agli investimenti pubblicitari del 2016 di superare gli omologhi investimenti del 2015 di un più che soddisfacente +3,3%.

  Ad ogni buon conto il buon risultato del 2016 non deve far dimenticare come gli investimenti pubblicitari abbiano perso a causa della recessione il -28,3% del bilancio 2008. Il che deve ammonire circa la necessità di un congruo numero di anni per l’indispensabile recupero.

  Si ritiene doveroso informare come la media gennaio-novembre delle stime previsive circa il rapporto% 2016/2015 sia stato +3,5%, molto prossimo al già citato +3,3% effettivo. Il che serve a confermare l’affidabilità del metodo di calcolo adottato.

  A gennaio 2017 il clima di fiducia dei consumatori scende alquanto tuttavia mantenendosi superiore a quello di novembre. Le dinamiche delle diverse componenti mostrano segnali negativi per il clima economico attuale e futuro, mentre mostrano segnali positivi per il clima personale e corrente.

  Con riferimento alle imprese, nel mese di gennaio si registra un miglioramento del clima di fiducia nel settore manifatturiero, mentre è in controtendenza nelle costruzioni, nei servizi e nel commercio al dettaglio. Migliorano i giudizi sugli ordini nel comparto manifatturiero mentre nel settore delle costruzioni i giudizi sugli ordini peggiorano. Nel commercio al dettaglio peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti sia le attese sulle vendite future.

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