Art Directors Club dice no al restyling logo del quartiere Archi di Reggio Calabria

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Klaus Davi, titolare di un’agenzia di comunicazione di impresa con sede a Milano e a Roma, è attivo da anni sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, soprattutto la ‘ndrangheta. La sua agenzia ha realizzato documentari pluripremiati come – di recente – con il riconoscimento conferito dai familiari dei magistrati Livatino Saetta Costa, uccisi dai clan (http://www.huffingtonpost.it/2016/06/28/klaus-davi-premio_n_10713090.html).
In questi giorni si era rivolto all’associazione dei creativi pubblicitari italiani, l’Art Directors Club Italiano, per chiedere un restyling del logo di Archi, quartiere a nord di Reggio Calabria in cui vivono alcuni tra i più potenti e sanguinari boss della mafia. Più volte Klaus Davi ha ritratto il quartiere nei suoi film, di recente, riprendendo a distanza ravvicinata il rito della firma dei boss, ossia la processione dei capi clan che si recano al commissariato di zona per firmare, certificando così di non essersi dati alla latitanza

“Il presidente Vicky Gitto è stato estremamente disponibile – racconta Davi – avevo chiesto che la sua associazione si facesse promotrice di un concorso per  ridisegnare il marchio di Archi. Infatti il cartello presente a Reggio Calabria sulle strade risale ancora a quello delle guerre di mafia negli anni ’90. Un modo anche per attirare l’attenzione su un’area depressa dove regnano queste famiglie e dove il 90% dei cittadini vive indifeso dalle istituzioni”. “La motivazione del rifiuto è la mancanza di budget – continua il massmediologo – Ora lancerò un concorso su Facebook rivolto a tutti i creativi, al link https://goo.gl/d9tBHL. Ai tempi di Sanna e Pirella una cosa simile non sarebbe mai successa. Era gente che si dedicava anima e corpo alle cause sociali. Ora i tempi sono cambiati, la crisi i fa sentire, si fa tutto per denaro e non biasimo l’Art Director Club poiché ha solo rispettato le regole della società. Per questo ora mi rivolgo a creativi e designer indipendenti affinché accolgano questo messaggio finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica su una terra abbandonata da Dio e, soprattutto, dai politici”.