Le colpe di Carosello

di Maurizio Badiani

 Direttore Creativo Esecutivo Expansion Group

Maurizio Badiani
Maurizio Badiani

È vero, Carosello ha segnato un’epoca.

Ed ora che compie 60 anni ecco l’immancabile profluvio di melensaggini e luoghi comuni scritti o detti dal pubblicitario o dal sociologo di turno.

Tra tante voci osannanti non c’è mai stata, e mai ci sarà, quella del sottoscritto.

La mia – motivata – avversione a Carosello ha infatti una data antica, come dimostra il breve editoriale che scrissi per Pubblicità Italia e che apparve sulla rivista il 22 luglio 1996.

Lo trovate qui accluso, nelle veste grafica con cui uscì in quella antica data.

Il motivo? A distanza di tanti anni trovo ancora valide le ragioni che sostenevo allora.

Al vecchio editoriale, aggiungo solo un aneddoto.

Cannes, giugno. Metà anni settanta. Ingresso del vecchio Palais. Il Festival della pubblicità è in corso.

A un certo punto, come sospinte da una forza misteriosa, decine e decine di persone escono fuori dalla sala e si radunano nell’atrio e sulla corta scalinata dell’ingresso. Incuriosito mi avvicino e chiedo timidamente che cosa stia succedendo.

“Rien – risponde il mio interlocutore – maintenant il y a les Carosellì des Italiens!”.

A rispondermi fu uno solo. Ma l’atrio, la scalinata e tutta l’area di fronte al Palais era stracolma di gente che – abbandonata la sala di proiezione – chiacchierava amabilmente in più lingue o aspirava con calma una sigaretta.

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