Fuori dal coro o caduta di stile?

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di Mario Modica

Probabilmente oggi io non farei questo mestiere se non grazie alla radio. E come me tante altre persone. La radio questo stupendo mezzo inventato da Guglielmo Marconi. In Italia le “radio Private” hanno un “Inventore” che ha un nome e un cognome Angelo Borra.  Angelo giovedì sera se ne è andato, è volato nell’etere come la musica che trasmetteva con la sua Radio Milano International. Ha creato o meglio ha aperto una nuova era nel non lontano 1975, ha rotto il monopolio, fino allora detenuto dalla Rai. Ha aperto un nuovo mercato, nuove professioni. Parliamo chiaro, se non ci fosse stato Angelo Borra oggi non esisterebbero i grossi network radiofonici e anche quelli televisivi.

Schermata 2017-01-27 alle 16.58.44Oggi alle 15.00, nella chiesa di Bombardone, una frazione di Zinasco in provincia di Pavia, in tanti si sono ritrovati per dare l’ultimo saluto ad Angelo Borra. Ma alle 15.00 anche le Radio hanno voluto “salutare” il padre della radiofonia privata italiana. Come? Trasmettendo il primo brano messo in onda da Radio Milano International. “I’m free” degli Who ha salutato Borra, dalle frequenze delle tante emittenti, nazionali e non, durante il suo ultimo viaggio.  L’iniziativa è partita dalla figlia Cristina, cresciuta a pane e radio, e oggi una delle voci di RTL 102.5.

Zappando però tra una radio e l’altra, così tanto sentire come le voci degli “intrattenitori” e con quali parole introducevano il brano, mi sono accorto che le emittenti del Gruppo “RadioMediaset” non hanno aderito all’iniziativa. Sinceramente mi sarei aspettato che almeno R101, che è la vera eredità di Borra, aderisse all’ultimo saluto “Radiofonico” a chi ha aperto la strada dell’emittenza privata,  anche televisiva. Una caduta di stile? O forse una ferruginosa pratica burocratica da aprire…riunione di un consiglio di Amministrazione, comunicazione al direttore dell’emittente che avrebbe dovuto poi comunicarlo al direttore dei dischi che a sua volta avrebbe dovuto informare il direttore dei giradischi e così via dicendo…

Ho sempre avuto una convinzione e i fatti mi hanno sempre dato ragione: chi ha fatto la radio può fare la televisione ma non viceversa. Lo spirito della radio è completamente diverso da quello televisivo. Uno spirito diverso della condivisione. il “Sono libero, sono libero, e la libertà ha il sapore della realtà, sono libero, sono libero, e sto aspettando che voi mi seguiate … ” espresso dalle parole della canzone degli Who non ha trovato terreno fertile negli “uomini in grisaglia” della “Nuova radiofonia”…

Peccato…corredo queste poche righe con un’immagine tratta da un post di Facebook, il post non è il mio…le parole sì, sono tratte da un mio pezzo pubblicato venerdì, mi ha fatto piacere che un lettore le riprendesse, forse perché ho nel sangue la radio, l’immediata condivisione e sono amante delle strutture leggere, come erano e sono le vere “radio private”. Quelle per intenderci non con “troppi generali e pochi soldati”.

Ciao Angelo