Congiuntura & Pubblicità i dati di novembre 2016

Non mutano sostanzialmente, rispetto al mese precedente, le moderate prospettive dell’economia italiana, anche se sembrano rafforzarsi le attese d’una certa accelerazione nel ritmo di crescita.
  Dette attese sono alimentate prevalentemente dalla produzione industriale, dal fatturato dell’industria e dal commercio con l’estero che nel mese di novembre hanno compiuto un confortante balzo in avanti.

  Analogamente dicasi per il tasso d’inflazione che allunga il passo in territorio positivo stante gli incrementi dei prezzi dei servizi dei trasporti, degli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati.
  Le medesime attese invece non possono riferirsi ai prezzi dei prodotti industriali e al settore delle costruzioni poiché continuano a navigare in acque negative.

  Discorso non diverso va fatto per il tasso di disoccupazione complessivo e quello 
giovanile che hanno ripreso a salire creando un fondato allarme.
  Deboli sono le prospettive disegnate nel mese di novembre dal complesso degli ordinativi comunque ben sostenuti nei mercati esteri, mentre il mercato interno 
minaccia di chiudere l’anno corrente in territorio negativo.

  Il settore degli investimenti pubblicitari, pur risentendo del cessato traino 
esercitato dagli importanti eventi sportivi internazionali, appare comunque 
lanciato a superare brillantemente i risultati dell’anno precedente.
  Pare ben intonato il clima di fiducia dei consumatori, nonostante le perplessità 
riguardanti l’andamento dei prezzi e l’andamento della disoccupazione.

  Anche il clima di fiducia delle imprese sembra ben intonato per quanto concerne la manifattura e il commercio al dettaglio, mentre palesa incognite per 
quanto riguarda i settori dei servizi e delle costruzioni.
  Nel mese di novembre la produzione industriale ha compiuto un confortante passo avanti (+3,2%) maggiore di quello di ottobre (+1,3%) e di settembre (+1,8%). Detto risultato è il frutto della contribuzione di tutti i comparti, ma con l’eccezione dei beni di consumo durevole (-0,4%).

  Il progresso di novembre ha fatto compiere un sia pur contenuto passo avanti anche al cumulato gennaio-novembre portandolo al +1,3% dal +1,1% di gennaio-ottobre.
  E’ bene ricordare come i pur confortanti progressi sopra citati abbiano soltanto scalfito il gap prodotto dalla recessione. Infatti la variazione del periodo gennaio-novembre 2016 rispetto a quello del 2007 (anno precedente l’inizio recessivo) è salito al -21,7% rispetto al -21,8% del mese precedente. Analogamente dicasi per la generalità dei comparti.

  Le stime previsive del rapporto 2016/2015 circa la produzione industriale presentano un doppio volto. Infatti, sono positive per quanto riguarda la produzione complessiva (+1,0%), mentre sono negative per quanto riguarda la produzione dell’aggregato dei beni di consumo (-0,2%). Tuttavia si fa rilevare come l’andamento di entrambe le stime previsive siano in lieve ascesa, il che sembra di buon auspicio per le definitive variazioni annuali.

  I dati di novembre sugli ordini in complesso mostrano di superare di poco l’asticella della parità (+0,1%) per esclusivo merito del mercato estero (+4,3%) e demerito del mercato interno (-2,7%). Tuttavia nel panorama del periodo gennaio-novembre i dati navigano in territorio negativo (con un- 1,2%), quale media fra il -3,3% del mercato interno ed il +1,8% del mercato estero.
  La tendenza riflessiva dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali si conferma anche in novembre, palesando un -0,3% (per colpa del mercato interno) che porta il bilancio gennaio- novembre al -2,1% quale media fra il -2,5% del mercato interno ed il -1,2% del mercato estero.

  Il fatturato dell’industria nel mese di novembre fa segnare un confortante + 3,9% (media fra il +4,8% del mercato interno ed il +2,2% del mercato estero), che porta il cumulato gennaio-novembre al – 0,7% (media fra il -0,7% del mercato interno ed il –0,5% del mercato estero).
  Non buone notizie provengono dal settore delle costruzioni che confermano con un -2,3% di novembre la tendenza riflessiva dei recenti mesi. Sono così compromesse definitivamente le speranze che questo settore possa entrare in territorio positivo entro il corrente anno che invece chiuderà al – 0,4%, peggiorando il cumulato di ottobre (-0,3%) e di settembre (-0,2%).

  Il commercio con l’estero in novembre compie un ragguardevole balzo in avanti sia per l’export (+5,7%) sia per l’import (+5,6%). Il che consente al cumulato gennaio-novembre di portarsi al +0,7% per l’export ed al -2,0% per l’import.
  Osservando i cumulati, per l’export emergono i meriti dei mercati UE (+2,7%) ed i demeriti dei mercati extra-UE (-1,7%); analogamente dicasi per l’import rilevando un +1,5% per i mercai UE ed un -6,9% per i mercati extra UE. Il saldo, al netto dei prodotti energetici, sale a 69,5 miliardi dai 67,6 del cumulato precedente.
  Non vi sono buone notizie sul fronte della disoccupazione, poiché il tasso generale è salito all’11,9% (dall’11,6% di ottobre), ed il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 39,4% (dal 36,4% di ottobre).

  Risalgono in novembre le vendite al dettaglio con un +0,8% dovuto in maggior misura ai non alimentari (+1,0%) e in minor misura agli alimentari (+0,3%). Dette variazioni mensili consentono al cumulato gennaio-novembre di portarsi al +0,1%, quale media fra il +0,1% dei non alimentari e l’invarianza degli alimentari, nonché quale media fra la grande distribuzione (+0,5%) è la distribuzione tradizionale (-0,2%).

  Il tasso d’inflazione si è confermato in territorio positivo compiendo inoltre un forte balzo in avanti. Infatti, in dicembre ha fatto registrare un + 0,5% dal +0,1% di novembre. L’incremento è dovuto anche in questo mese prevalentemente agli incrementi dei prezzi dei servizi dei trasporti, degli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati.
  Si conferma anche in novembre la tendenza regressiva degli investimenti pubblicitari, quale naturale conseguenza della chiusura degli importanti avvenimenti sportivi internazionali dell’estate scorsa. Infatti, a novembre si registra una contrazione complessiva del -0,7%, quale media fra le flessioni di TV, Periodici, Affissioni, TVSat e gli incrementi di Radio, Quotidiani, Cinema, Internet.

  Tuttavia il dato di novembre non incide eccessivamente sul cumulato gennaio-novembre che, infatti, si limita a scendere al +3,7% dal +4,3% del cumulato gennaio-ottobre, mentre le stime previsive circa il rapporto 2016/2015 degli investimenti pubblicitari indicano un confortante +3,3%, peraltro sostenuto dalla differenza acquisita risultata pari al +3,4%.
  Ad ogni buon conto non bisogna dimenticare che, a causa della recessione, gli investimenti pubblicitari dal 2008 al 2016 hanno registrato una contrazione del -29,6%, quale media fra le perdite abissali subite da Cinema, Periodici, Affissioni e Quotidiani, e quelle sostenute da TV e Radio, mentre TVSat e Internet presentano gagliardi incrementi.

  L’indice di fiducia dei consumatori presenta un miglioramento esteso a tutte le componenti, fatta eccezione per l’andamento dei prezzi e della disoccupazione.
  L’indice di fiducia delle imprese palesa valori positivi per quanto riguarda la manifattura ed il commercio al dettaglio, mentre palesa valori negativi per quanto riguarda i servizi ed il settore delle costruzioni.

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