Congiuntura & Pubblicità i dati di ottobre 2016

Le prospettive dell’economia italiana non sembrano sostanzialmente mutate rispetto a quelle dei mesi passati: infatti, l’andamento generale si procede seguendo un ritmo lento senza particolari accelerazioni, anche se non mancano timide attese d’un sia pur modesto rinvigorimento del ritmo.

  Quanto sopra troverebbe conferma nel terzo trimestre di quest’anno in cui il PIL ha presentato una variazione del +1,0% rispetto al terzo trimestre del 2015, con una variazione acquisita del +0,9%, contro le precedenti previsioni dell’Istat che fissavano l’aumento del PIL al +0,8% per il 2016 ed al +0,9% per il 2017.

  Ad ogni buon conto l’andamento del PIL nazionale presenta tutti i suoi limiti se confrontato con quello di altri paesi: con il +1,7% della Germania, il +1,5% degli USA, il +1,1 della Francia, il +2,3% del Regno Unito, nonché con il + 1,6% dei paesi dell’area euro.

  Le analisi settoriali stanno a confermare la fragilità del panorama sopra disegnato. Ad esempio, la produzione industriale vista nel suo complesso procede a piccoli passi facendo prevedere una variazione del 2016 rispetto al 2015 di un contenutissimo incremento, mentre per l’aggregato dei beni di consumo si prevede – nel migliore dei casi – una variazione nulla.

  Inoltre va segnalato il peggioramento dell’andamento dei prezzi dei prodotti industriali e del fatturato (specie per i mercati esteri), nonché degli ordinativi (che tuttavia migliorano nel periodo), senza dimenticare la debolezza cronica (e quasi rassegnata) del settore delle costruzioni.

  Anche il commercio con l’estero non sfugge al clima di debolezza sopra descritto, poiché presenta arretramenti vuoi dal lato dell’export vuoi dal lato dell’import (specie per i mercati extra-UE).

  Nonostante il quadro alquanto grigio sopra descritto merita di essere segnalato il miglioramento del tasso di disoccupazione sia generale sia giovanile.

  Buone notizie provengono anche dall’andamento degli investimenti pubblicitari che sembrano godere della rendita (anche se decrescente) dei cospicui incrementi connessi ai prestigiosi avvenimenti sportivi internazionali dell’estate scorsa. Il che consente di prevedere una variazione annuale d’una certa consistenza pur non esaltante.

  Procedono in un clima di debolezza le vendite al dettaglio soprattutto a causa dei prodotti alimentari; anche se il cumulato dei primi dieci mesi è in grado di pareggiare quello dell’omologo periodo dell’anno precedente. Sembra ovvio far rilevare i soddisfacenti risultati della distribuzione moderna che compensano quelli insoddisfacenti della distribuzione tradizionale.

  Il tasso d’inflazione è tornato in territorio positivo, sia pure per il consueto decimale di punto con cui oscilla sopra e sotto la parità. Detto ritorno al positivo è dovuto soprattutto agli incrementi dei prezzi dei servizi e dei beni energetici non regolamentati.

  L’indice di fiducia dei consumatori si palesa stabile non presentando apprezzabili variazioni in un senso o nell’altro, mentre l’indice di fiducia delle imprese si palesa in lieve contrazione per il peggioramento dell’industria, dei servizi di mercato e delle costruzioni. Di contro si registra un miglioramento del clima di fiducia del commercio al dettaglio.

Segue ora un’analisi settoriale i cui tratti hanno disegnato lo scenario sopra esposto.

  La produzione industriale nel mese di ottobre ha compiuto un nuovo passo avanti, ma nella misura del +1,3%, modesta nei confronti del +1,8% di settembre. Tutti i comparti hanno contribuito a detto passo in avanti, eccezion fatta per quello dei beni di consumo durevole (-0,1%).

  La produzione industriale dei primi dieci mesi dell’anno è in vantaggio del +1,1% rispetto a quella dell’omologo periodo del 2015, Si tratta tuttavia di un contenuto vantaggio, dovuto soltanto ai comparti dei beni intermedi e dei beni strumentali che prevalgono sulle flessioni dei restanti comparti.

  Le stime previsive circa la variazione 2016/2015 della produzione industriale sono positive ma non brillanti, poiché si fermano al +0,8% per il totale della produzione e al -0,2% per quella dell’aggregato dei beni di consumo. Va tuttavia doverosamente osservato come le citate stime previsive siano segnalate in moderata ascesa, rendendo probabile a fine anno una variazione più rotonda per la produzione totale e una variazione nulla per la produzione dei beni di consumo.

  Prosegue il tono debole dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali, palesando in ottobre un – 0,6% che segue il -0,7% di settembre. Il che ha naturalmente peggiorato il cumulato gennaio-ottobre che si porta al -2,4% dal -2,0% di settembre, quale risultante fra il -2,6% del mercato interno ed il – 1,2% del mercato estero.

  Il fatturato dell’industria nel mese di ottobre peggiora portandosi al -0,9%, quale media fra la contrazione del -1,2% % del mercato interno ed il -0,5% del mercato estero. Tuttavia detti risultati riescono a migliorare sia pur di poco il cumulato gennaio-ottobre portandolo al -1,1% (era a -1,2% a settembre) quale media fra il-1,3% del mercato interno ed il -0,8% del mercato estero.

  Peggiorano anche gli ordinativi dell’industria che ad ottobre cadono al -3,2% (media fra il -4,3% del mercato estero ed il -2,5% del mercato interno). La naturale conseguenza è che la variazione del periodo gennaio-ottobre scende al -1,3% (era +1,1% a settembre), il che è dovuto al prevalere della contrazione del -3,3% del mercato interno sull’accrescimento del +1,5% del mercato estero.

  Anche in ottobre il settore delle costruzioni dimostra la sua debolezza presentando una variazione del -2,2 %, che sembra compromettere in modo definitivo l’aspirazione a chiudere il 2016 in parità col 2015; aspirazione originata dal felice ma effimero esito di agosto (+4,4%) Infatti, il cumulato gennaio- ottobre scende al -0,3% dal -0,2% di settembre.

  Il mese di ottobre vede la contrazione sia dell’export (-2,2%) che dell’import (-1,6%), in ambedue i casi per colpa prevalente dei mercati extra UE. Invece il periodo gennaio-ottobre vede l’export fruire di un +0,2%, mentre l’import presenta una contrazione del -2,8%.

  Si deve osservare come siano i paesi extra-UE a presentare pesanti contrazioni sia nell’export (-2,4%) che nell’import (-2,7%). Nello stesso tempo si segnala come il saldo complessivo -al netto dell’energia- del periodo sia salito a 63,1 miliardi di euro dai 56,2 miliardi del periodo precedente.

  Prosegue il miglioramento sia da parte del tasso di disoccupazione generale sceso all’11,6% (dall’ 11,7% di settembre), sia da parte del tasso giovanile sceso al 36,4% (dal 37,1% del mese scorso).

  Continua il debole andamento delle vendite al dettaglio che ad ottobre lamentano un -0,2% per la prevalente colpa dei prodotti alimentari (-0,4%). Tuttavia è doveroso segnalare come il cumulato gennaio-ottobre presenti una variazione nulla (come a settembre), quale risultante del +0,6% della distribuzione moderna ed il -0,6% della distribuzione tradizionale; od anche fra il +0,1% dei prodotti alimentari ed il -0,1% dei prodotti non alimentari. ,

  In novembre è tornato in territorio positivo il tasso d’inflazione segnando un +0,1% dopo il -0,2% di ottobre. La lieve ripresa del tasso d’inflazione è dovuta soprattutto agli andamenti dei prezzi dei servizi (specie i trasporti) e dei beni energetici non regolamentati.

  Man mano che ci si allontana dalla chiusura dei due importanti eventi sportivi internazionali dell’estate scorsa, si vanno contraendo le variazioni degli investimenti pubblicitari. Infatti, in ottobre la variazione è stata del +0,2%, sia pur superiore al -1,4% di settembre ed al -2,1% di agosto.

  Tuttavia le contrazioni suddette non sembrano minacciare seriamente il bilancio dei primi dieci mesi dell’anno che scivola al +4,3%, dal +4,9% di settembre e dal +6,0% di agosto. Non sembrano neppure minacciare il bilancio annuale che resterà certamente in territorio positivo con un valore confortante.

  Infatti, le stime previsive circa il rapporto 2016/2015 si fermano al +3,4% scendendo dal +3,8% di settembre, dal +4,3% di agosto e dal +4,7% di luglio. Per conseguenza, dando per scontato una ulteriore riduzione della variazione per i prossimi due mesi, si ritiene probabile che la variazione finale non possa allontanarsi molto dal +3,0%.

  L’indice di fiducia dei consumatori si palesa stabile non presentando variazioni di alcuna sorta, mentre l’indice di fiducia delle imprese si palesa in lieve contrazione.

  Sul clima di fiducia dei consumatori influisce la stabilità del clima economico, il miglioramento del clima personale e quello corrente.

  Sul clima di fiducia generale delle imprese influisce il peggioramento del clima della manifattura, dei servizi di mercato e delle costruzioni, mentre sembra migliorare il clima del commercio al dettaglio.

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