Al passo coi tempi, la protezione migliore per i brand

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di Jerome Sicard, Southern Europe Regional Manager, MarkMonitor

Jerome Sicard
Jerome Sicard

Internet non è statico ma in costante movimento e ogni strategia di protezione del brand deve riflettere lo stato di continua evoluzione del mondo online. Mentre le tendenze dello scorso anno, come la crescita del marketing multicanale e il rapido incremento dello streaming dei media digitali, hanno avuto (e continuano ad avere) significative implicazioni per i programmi di protezione del brand delle aziende, quest’anno ci sono una serie di nuove tendenze in espansione che inevitabilmente indurranno i proprietari di marchi a intraprendere nuove azioni per tenere il loro business online al sicuro.

In questo spazio è divenuta costante la necessità di un programma di monitoraggio multicanale che copra sia i canali mobile che i social media. L’m-commerce sta crescendo rapidamente e rappresenta già il 22% del canale e-ratail. Marketplace esclusivamente su mobile, sociale media, servizi bancari e app maligne sono una tendenza in aumento, ciò significa che è importante per i business ottenere maggiore visibilità su come e dove i termini del marchio vengono utilizzati attraverso social media e mobile.

Streaming digitale dei media

Lo streaming digitale è un trend che è destinato a diventare ancora più dominante quest’anno, basta guardare al numero di utenti per quantificarne la crescita. Uno dei maggiori player come Spotify ha attualmente più di 75 milioni di utenti mentre Netflix supera i 69 milioni di abbonati. Sfortunatamente, anche la pirateria di video in streaming cresce altrettanto rapidamente. Gli ultimi dati raccolti a febbraio da MarkMonitor mostrano che durante i precedenti 17 mesi, il numero di violazioni di video in streaming è cresciuto tanto quando il download o altri tipi di abusi, una crescita del 449% per quanto riguarda le serie TV e del 269% di film1.

I proprietari dei contenuti dovrebbero fare il possibile per tenersi al passo con il panorama digitale della pirateria in continuo movimento e includere le piattaforme di streaming come parte del proprio programma di monitoraggio. Un nuovo tipo di pirateria è il Bit Torrent Popcorn Time, un’app di streaming che permette agli utenti di guardare migliaia di film istantaneamente e già si prevede che più varianti di servizi di questo genere vedranno luce nel corso dei prossimi 12 mesi.

Le zone infernali di Internet

Vi è stata una forte crescita di interesse per le zone oscure del web, il Deep Web e la Darknet, e i titolari di marchi dovrebbero sapere come il proprio brand viene rappresentato in queste cosiddette “zone infernali” per meglio comprendere il livello di rischio. Il Surface Web, le aree che sono considerate “regolari” pagine web e possono essere indicizzate dai motori di ricerca, compongono solo una piccola percentuale di Internet. Mentre il resto, il Deep Web, racchiude le pagine non indicizzate, quelle a contenuti dinamici e le informazioni chiuse altrimenti inaccessibili tramite i browser regolari o i motori di ricerca. I proprietari di marchi dovrebbero certamente preoccuparsi di monitorare e prendere provvedimenti su queste aree.

Anche se nel Deep Web si potrebbero trovare una vasta gamma di informazioni utili, purtroppo è anche il luogo dove, in siti non indicizzati, si vendono beni contraffatti o del grey market, si raccolgono le credenziali degli utenti, vengono diffusi malware, si utilizzano azioni di  impersonificazione, e si gestiscono truffe ai consumatori. Gli utenti di Internet possono essere diretti al Deep Web tramite vari metodi, tra cui spam, pubblicità e cybersquatting dei nomi di dominio.

La più sinistra ‘Darknet’ è tecnicamente un piccolo sottoinsieme del Deep Web, a cui si può avere accesso solo tramite il browser Tor (The Onion Router). Lo scopo principale per l’utilizzo di Tor è quello di consentire la comunicazione anonima e, visto com’è facile scaricare Tor, non sorprende che le persone accedano alla Darknet per visitare mercati underground dove vengono venduti prodotti contraffatti, pirata e illeciti.

Mentre oggi il monitoraggio e le azioni di enforcement contro gli abusi nel Surface Web sono requisiti fondamentali per la maggior parte delle aziende, la policy nel Deep Web è altrettanto importante, se non di più, così i trasgressori sono attivamente impegnati ad evitare eventuali rilevamenti. La buona notizia è che per la maggior parte degli abusi che si verificano nel Deep Web, possono essere attuate strategie di enforcement standard. Tuttavia, a causa dell’anonimato della Darknet, l’enfasi deve essere posta sul monitoraggio e sulla comprensione della portata del problema.

Stampa 3D

Nonostante la stampa 3D sia ancora agli inizi, stiamo per entrare in un’epoca dove forme complesse e dettagliate possono essere prodotte utilizzando sistemi relativamente low-cost e facili da usare, anche dai consumatori a casa. L’impatto che la stampa 3D potrebbe avere sul mondo del business è enorme. Secondo il Wohlers Report 2014, infatti, l’industria globale della stampa 3D potrebbe generare 12,8 miliardi di dollari di ricavi entro il 2018, e superare i 21 miliardi entro il 2020.

La stampa 3D rappresenta una minaccia reale ed emergente per i brand di tutto il mondo, e i titolari di marchi devono necessariamente affrontare il potenziale uso illecito della proprietà intellettuale, sia per i beni digitali che per i beni fisici. La disponibilità di progetti e file CAD dovrebbe essere monitorata tramite Internet dal momento che è spesso fonte di risorse illecite che portano alla stampa 3D di prodotti protetti da copyright e IP.

Malware

I Malware sono più facili da creare e diversificati che mai. Le varianti includono spyware come il Trojan Win32/Meredrop e i Trojan ad accesso remoto come Back Office e AlienSpv. I proprietari di marchi devono stare in guardia anche contro i ransomware che i truffatori progettano specificatamente per generare entrate dirette. Il metodo online “Dick Turpin-style” coinvolge vittime costrette a pagare un riscatto per accedere ai propri sistemi o per riavere indietro i propri dati. Si è registrato anche un aumento del numero di incidenti che coinvolgono il cosiddetto “drive-by” ransomware, dove gli utenti potevano infettare i loro computer con un semplice click su siti compromessi, spesso attirati da una e-mail ingannevole o una finestra pop-up.

La chiave per prevenire la caduta delle aziende in questo genere di attacchi online consiste nell’educare i dipendenti e i consumatori circa i tipi di minacce, le tattiche di social engineering usate e i tipici metodi utilizzati per ingannare le persone. Prendere tutte le precauzioni tecniche necessarie dovrebbe essere un requisito di base: fare regolarmente il back-up dei file, assicurarsi periodicamente che il software antivirus sia aggiornato e attivo, e infine che tutti i filtri browser ed e-mail dei dipendenti siano attivi.

In questo mondo digitale complesso, in rapida crescita e altamente dinamico, l’abuso del brand ha un grande impatto e le tattiche impiegate dai contraffattori cambiano più rapidamente dell’ambiente stesso. Le strategie di protezione del brand devono continuamente evolvere se si vogliono mantenere i marchi al sicuro e dovrebbero essere allineate con le ultime tendenze.