Solo il 48% delle donne, contro il 56% degli uomini, desidera un ambiente di lavoro improntato su amicizia e cordialità

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Kelly Services, leader mondiale nella consulenza per le risorse umane, che offre su scala globale servizi di outsourcing, HR, somministrazione e full-time placement, ha dedicato l’ultimo Kelly Global Workforce Index™ al Work-Life Design, un nuovo approccio che ridefinisce il concetto di equilibrio tra lavoro e vita privata, promuovendo un approccio olistico al lavoro, e che è destinato a diventare il nuovo standard per la gestione delle risorse umane nelle aziende moderne. Quest’autorevole indagine raccoglie le risposte di 164.000 lavoratori e lavoratrici in 28 Paesi, di cui circa 4000 in Italia, e mostra gli effetti dei diversi fattori che impattano sul mondo del lavoro attuale.

schermata-2016-11-23-alle-17-18-40Le lavoratrici di maggior talento chiedono al lavoro molto di più rispetto al passato: vogliono sempre più “disegnare” autonomamente il perfetto equilibrio tra vita privata e lavorativa. Una volta si parlava di lavoro flessibile o di part time. Oggi, il Work-Life Design è molto di più: pronto a diventare lo standard per l’impresa moderna, l’ufficio diventa, anche per le donne, un’esperienza di lavoro olistica, che le porta ad esprimere al meglio il proprio potenziale.

Questo deciso cambiamento delle aspettative e delle attitudini sta spingendo le aziende a ripensare le proprie “tecniche” di acquisizione e gestione dei talenti: un approccio che noi chiamiamo “Work-Life Design”, dichiara Stefano Giorgetti, Amministratore Delegato e Vice President di Kelly Services Italia.

Un buon Work-Life Design è un desiderio più maschile o femminile? I dati globali affermano che non è una questione di genere: è apprezzato, infatti, da tutti i lavoratori e, a livello di percentuali, le differenze sono spesso minime. In alcuni casi, i ruoli tradizionali risultano persino invertiti. Ad esempio, a livello europeo, un ambiente di lavoro improntato sull’amicizia e sulla cordialità è desiderato più dagli uomini (54%) che dalle donne (50%). Questo gap tra generi è ancora più evidente in Italia: i sorrisi tra le scrivanie sono importanti, infatti, per il 56% degli uomini, avanti di 8 punti percentuali rispetto al gentil sesso (48%). Analogamente, ma solo in Europa e non in Italia, ci sono più uomini (28%) che donne (22%) a richiedere programmi di cura per i parenti.

Nel Bel Paese, i dati confermano che siamo ancora un po’ troppo legati agli stereotipi di genere. Il 66% delle lavoratrici italiane dichiara di apprezzare i benefici del lavoro flessibile, contro il 61% degli uomini, mentre il 35% desidera programmi per la cura dei bambini (la percentuale degli uomini si ferma al 28%).

Secondo i dati raccolti, a livello mondiale, il 74% delle lavoratrici considera l’equilibrio tra vita professionale e privata una caratteristica che influisce sulla scelta del posto di lavoro. È seconda soltanto a retribuzione, benefit e altri incentivi finanziari (89%), alla pari con le opportunità di carriera. Nell’APAC, il 77% dei lavoratori lo cita come fattore importante, mentre, in Europa, la percentuale si ferma al 65%. In Italia, il dato, 64%, è in linea con la media europea.

Quali sono gli elementi che costituiscono il Work-Life Design?

Lavoro flessibile

• Governance del lavoro

• Realizzazione personale ed empowerment

• Cultura aziendale

• Benefit e servizi legati allo stile di vita

Lavoro flessibile

Il 66% delle lavoratrici italiane sostiene che le forme di lavoro flessibile, che comprendono orari personalizzati e smart working, favoriscano un equilibrio tra lavoro e vita privata. Il 35% considera il tempo libero retribuito (ferie e giorni di malattia) altrettanto fondamentale, mentre il 4% ritiene essenziale la possibilità di disporre di ulteriore tempo libero.

Governance del lavoro

Il 31% delle lavoratrici italiane dichiara che policy aziendali forti, che limitino il lavoro al di fuori del normale orario d’ufficio, sono fondamentali per un buon equilibrio tra lavoro e privato. Il 13% considera altrettanto importante limitare il ricorso alle e-mail di lavoro nel tempo libero, mentre per il 20% è essenziale che le aziende incoraggino i dipendenti ad usufruire di tutte le ferie.

Realizzazione personale ed empowerment

Il 45% delle intervistate del Bel Paese ritiene fondamentale che il datore di lavoro dia la possibilità di dedicarsi a progetti o ad iniziative innovative. Solo il 16% sarebbe interessata a prendersi anni sabbatici per dedicarsi ai propri interessi personali.

Cultura aziendale 

Il 48% delle lavoratrici in Italia dichiara di apprezzare un ambiente nel quale sia favorito un clima amichevole tra i colleghi.

Inoltre, l’impegno da parte delle aziende nella corporate social responsibility, nella diversity e nelle pari opportunità, insieme a pratiche lavorative ecosostenibili è importante. Il 35% delle intervistate, infatti, dichiara di tenere in considerazione l’impegno verso le tematiche green durante la valutazione di un nuovo posto di lavoro.

Benefit e servizi legati allo stile di vita 

Il 32% delle lavoratrici italiane ritiene essenziale la disponibilità sul luogo di lavoro di benefit e servizi al fine di garantire un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata. Fanno parte di questi servizi programmi di wellness come fitness center on site, convenzioni con centri benessere e attività antistress come la meditazione. In modo particolare, dichiarano di apprezzare particolarmente servizi per la cura dei bambini e dei famigliari, rispettivamente con il 35% e il 30%.

Dall’indagine emerge che una percentuale significativa- il 42%- delle lavoratrici sacrificherebbe parte della propria retribuzione in cambio di modalità di lavoro più flessibili: un ben più ridotto 12% di donne sarebbe pronto a sacrificare la retribuzione in cambio di meno responsabilità.

I dati forniti dalla nostra ultima ricerca confermano l’attenzione che il mondo del lavoro sta rivolgendo in quest’ultimo periodo al tema del welfare. All’interno della Legge di Stabilità, si è cercato di incentivare nelle aziende, sia grandi che piccole, l’adozione di benefit dedicati ai lavoratori e alle lavoratrici. Le aziende dovranno adeguarsi, non soltanto per rispettare le nuove normative, ma per aumentare la propria capacità di attrarre e tenere con sé i migliori talenti. Consigliamo alle aziende di fare della flessibilità la norma, incentivando forme di lavoro il più possibile personalizzate sulla base delle esigenze dei singoli. Allo stesso tempo, i datori di lavoro devono fare in modo che il lavoro sia “significativo”, ad esempio dando la possibilità di dedicare parte dell’orario lavorativo a progetti con finalità sociale. Le aziende più capaci di offrire queste opzioni al proprio staff sono quelle che, con maggiore probabilità, ne guadagneranno la lealtà. In parole semplici, è la loro ricompensa per aver lasciato ai lavoratori e alle lavoratrici la libertà di disegnare la vita che vogliono”, conclude Stefano Giorgetti.