Ricerca Doxa: i giovani preferiscono le banconote e solo la metà di loro utilizza una carta di pagamento

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Nel corso del Salone dei Pagamenti che si è svolto a Milano, è stata presentata “L’educazione al valore del denaro nella generazione Z”, una ricerca Doxa per la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio e per American Express, che fotografa il rapporto tra giovani e denaro.  Dallo studio emerge che i ragazzi sono ancora fortemente legati alle banconote e alle monete, con cui hanno maggior dimestichezza, sebbene il 48% dichiari di usare o possedere una carta di pagamento. Uno degli aspetti evidenziati riguarda la percezione di una maggior difficoltà nel tener traccia delle spese con le carte di pagamento, pur consapevoli che in futuro l’uso del denaro contante è destinato a ridursi. ‘Dalle domande volte ad indagare percezione, atteggiamento e fiducia nelle banconote e nelle carte – ha detto  Cristina Liverani di Doxa – emerge come in Italia non siano infrequenti aspetti meno razionali e pregiudizi nell’utilizzo delle carte di credito, presenti nei genitori e di conseguenza nei figli’, 

schermata-2016-11-11-alle-17-25-08La ricerca online, effettuata su un campione di 504 genitori e 501 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni, dimostra come la gran parte dei ragazzi abbia del denaro a disposizione (87% del totale), principalmente proveniente dai regali in occasioni di compleanno/festività (74%), in cambio di buoni risultati scolastici (51%) o se si comportano bene (33%). Circa la metà del campione, il 47%, ha invece una paghetta fissa. Mentre il denaro come ricompensa per un lavoro è un concetto tramesso all’incirca solo al 50% degli adolescenti intervistati. Il denaro viene in parte risparmiato, anche se non secondo una strategia o in vista di obiettivi definiti: il 75% dichiara di risparmiare una volta ogni 3 mesi e la forma più diffusa di risparmio resta il salvadanaio. La ricerca evidenzia che i giovani utilizzano il proprio denaro per acquisti sia nei negozi fisici (96%) che in negozi online (75%). Il 40% dichiara di aver utilizzato il proprio denaro personale per aiutare la famiglia o per fare donazioni, almeno una volta nell’ultimo anno.

Un terzo di chi ha maggiore disponibilità dichiara di fare acquisti più volte al mese, prevalentemente nei negozi. Un dettaglio dei dati in base al genere mostra che, se i maschi sono più attratti da giochi e videogiochi, le femmine spendono il loro denaro soprattutto in vestiti (76%), accessori (62%) e libri (47%). Gli acquisti online, effettuati in media dai 13 anni, sono effettuati in buona parte informando i genitori, con una spesa media mensile di circa 50 euro. Tra chi spende il proprio denaro per fare acquisti sia online che offline, 1 su 3 predilige l’online. Tra le motivazioni a favore degli acquisti nei canali tradizionali incide significativamente, per circa il 25% dei ragazzi, il divieto di fare acquisti on line imposto dai genitori. Percentuale che si alza al 35% nella fascia di età tra i 12 e i 14 anni.

Il mondo degli acquisti online non si presenta indenne da insidie, effettivamente vissute o percepite tali: genitori e ragazzi sono d’accordo nell’individuare le ‘richieste di dati della carta di credito’ come un possibile rischio. Ciò evidenzia la necessità di migliorare la qualità e la trasparenza delle informazioni, in quanto il 30% dei ragazzi ha dichiarato di aver fatto acquisti senza rendersene conto.

La stragrande maggioranza dei ragazzi dichiara inoltre di aver ricevuto elementi di educazione finanziaria quasi esclusivamente dai genitori.  Solo il 12% ha ricevuto informazioni dagli insegnanti e dalla scuola. Genitori e figli parlano di soldi prevalentemente per valutare insieme un acquisto che il ragazzo intende fare (68%) o quando quest’ultimo chiede dei soldi per comprarsi qualcosa (64%). Temi come il risparmio (31%), l’educazione agli acquisti online (30%) o la comprensione delle carte di credito (20%), sono affrontati da percentuali sensibilmente più ridotte del campione. “Spesso le preoccupazioni legate alla crisi economica dettano ai genitori l’agenda educativa per i propri figli, concentrata maggiormente sul brevissimo termine – ha affermato Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di Fondazione per l’educazione Finanziaria e al Risparmio –  e meno su pianificazione delle spese, risparmio e guadagno che sono concetti che rientrano nel medio e lungo periodo”.

“Investire nell’educazione finanziaria significa investire nel futuro del Paese e American Express è pronta ad impegnarsi mettendo a disposizione competenze e risorse al fine di poter contribuire allo sviluppo di una cittadinanza più informata e in grado di scegliere consapevolmente in ambito finanziario e del risparmio ha aggiunto Marita Spera, Head of Public Affairs and External Relations American Express Italia.

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