Congiuntura & Pubblicità i dati di agosto 2016

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Nell’area euro prosegue la fase di decelerazione degli scambi mondiali e di rallentamento delle attività economiche. L’indicatore anticipatore dell’economia prospetta per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attività. I dati più recenti sull’economia italiana delineano uno scenario di persistente debolezza delle attività economiche.

  L’analisi della congiuntura nazionale richiede una doverosa premessa e cioè: che la generalità dei dati concernenti il mese di agosto va presa con opportuna cautela imposta da attività storicamente dimezzate e, proprio per questo, potenzialmente esposte a eccezionali variazioni positive o negative fuori trend. Tuttavia, si deve aggiungere, come dette variazioni agostane in generale esercitino una limitata incidenza sulle variazioni cumulate di periodo.

  Le raccomandazioni sopra esposte ben si attagliano alle variazioni mensili presentate dalla produzione industriale, dal fatturato e dagli ordinativi dell’industria, dal settore delle costruzioni, dal commercio con l’estero. Infatti, tutti i settori citati presentano in detto mese lusinghiere variazioni incrementali atte a prospettare evoluzioni tanto seducenti quanto incerte.

  Le raccomandazioni suddette invece non abbracciano alcune sezioni dello scenario economico poiché i rispettivi andamenti sembrano non divergere dai normali trend. Si vuol fare riferimento ai prezzi alla produzione dei prodotti industriali ancora deboli; alle vendite al dettaglio nuovamente in lieve flessione; al tasso d’inflazione che dopo molto arrancare è finalmente riuscito a entrare in area positiva; alle consuete oscillazioni dei tassi di disoccupazione generale e giovanile; all’alterno procedere del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese; alla sostanziale stabilità delle retribuzioni.

  Una posizione a parte sembra invece doversi assegnare agli investimenti pubblicitari che col mese di agosto hanno fatto segnare, dopo molti mesi di balzi leonini, una discreta contrazione che però non ha turbato il cumulato di periodo. Tuttavia detta contrazione apre il quesito sulle conseguenze che peseranno sugli investimenti pubblicitari, stante la conclusione degli importanti eventi sportivi internazionali che li hanno sin qui fatti lievitare.

  Ad ogni buon conto le stime previsive riguardanti la produzione industriale complessiva sono ancora lievemente positive, mentre quelle riferite all’aggregato dei beni consumo sono ancora lievemente negative. Le stime previsive degli investimenti pubblicitari sembrano invece ben salde in zona positiva.
Segue ora un’analisi settoriale i cui tratti hanno disegnato lo scenario sopra esposto.

  La produzione industriale del mese di agosto ha presentato, a sorpresa, una variazione positiva del +4,1%, grazie al sostegno dei comparti dei beni strumentali e dei beni intermedi e nonostante le contrazioni dei beni di consumo non durevoli e dell’energia.

  Va ricordato come i dati di agosto godano storicamente d’un limitato peso sul cumulato di periodo. Infatti, detto cumulato segna un modesto +0,9% grazie alle variazioni positive dei beni strumentali (+3,8%), dei beni intermedi (+2,2%) e dei beni di consumo durevoli (+0,7%) che compensano le variazioni negative dell’energia (-4,4%) e quelle dei beni di consumo non durevole (-0,9%).

  Le stime previsive della produzione industriale totale indicano un +0,6% che sembra confortato dal +0,6% della differenza acquisita, mentre le stime previsive della produzione dell’aggregato dei beni di consumo indicano un -0,6% che sembra trovare conforto nel -0,5% della differenza acquisita. .

  Ha ripreso la marcia al ribasso dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali dopo l’illusorio rimbalzo di luglio e facendo segnare in agosto un -1,1%, che mantiene il cumulato dei primi otto mesi al -2,8%. Alla variazione mensile e cumulata ha contribuito particolarmente il mercato interno più di quello estero, nonché l’area euro più dell’area non euro.

  Il fatturato dell’industria presenta normalmente un andamento parallelo a quello della produzione industriale. Infatti, ad agosto vanta una variazione positiva del +6,8% cui ha contribuito maggiormente il mercato interno (+7,9%) rispetto a quello estero (+4,8%). Le citate variazioni hanno migliorato di fatto il cumulato gennaio-agosto comprimendolo al -1,2% rispetto al -2,0% del cumulato precedente.

  In agosto le variazioni degli ordinativi fanno segnare un inusitato balzo del +15,9% quale media fra il +21,4% del mercato interno e il +9,6% del mercato estero. Il che ha consentito contenere il cumulato gennaio-agosto a -1,1% (quale media fra il -1,7% del mercato interno ed il +2,6% del mercato estero).

  Il settore delle costruzioni presenta in agosto una confortante variazione positiva del +4,2% che, a parere del ricercatore, deve considerarsi meramente occasionale. Ciò tanto più che i cumulati calcolati di mese in mese mostrano che il settore delle costruzioni naviga costantemente in acque negative anche se appena sotto alla parità (-0,1% il cumulato di agosto).

  Il commercio con l’estero in agosto presenta confortanti variazioni positive sia per l’export (+11,4%) sia per l’import (+9,4%), grazie ai robusti contributi dei Paesi Ue ed extra UE. Il che ha migliorato le variazioni del periodo gennaio agosto sia del totale export (riducendolo al -0,1%), sia del totale import (riducendolo al -2,5%). Va tuttavia segnalato come siano i Paesi UE a chiudere in area positiva il cumulato di periodo con un +2,5% per l’export e con un +1,3% per l’import.

  In agosto il tasso di disoccupazione generale si riconferma all’11,4 % del mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione giovanile scende al 38,8% dal 39,1% di luglio. Sia consentita l’astensione da espressioni ottimistiche stante l’andamento claudicante delle attività produttive.

  Anche nel mese di agosto le vendite al dettaglio si presentano in sofferenza palesando una contrazione del -0,2% uguale a quella di luglio. Detta contrazione pare sia dovuta esclusivamente al -0,7% dei prodotti alimentari mentre i prodotti non alimentari non palesano alcuna variazione. Tuttavia il cumulato dei primi otto mesi vede in territorio positivo sia gli alimentari che i non alimentari entrambi con un +0,3%. In area positiva, more solito, è la distribuzione moderna mentre in area negativa è la distribuzione tradizionale.

  Il tasso d’inflazione di settembre è entrato finalmente in territorio positivo sia pure con un modesto +0,1% che, comunque, potrà soddisfare gli auspici degli economisti. Detta variazione si deve in modo particolare alla ripresa tendenziale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, non senza il contributo della più contenuta flessione dei beni energetici.

  Sembra interrotta la marcia trionfale degli investimenti pubblicitari poiché nel mese di agosto segnano una variazione complessiva negativa del -2,1%, risentendo delle flessioni della Stampa, del Cinema e di Internet. La contrazione degli investimenti pubblicitari nel mese di agosto molto probabilmente risente della conclusione degli avvenimenti sportivi internazionali che li avevano fatti lievitare.

  Tuttavia va rilevato come il dato di agosto abbia esercitato un modestissimo peso sul cumulato dei primi otto mesi dell’anno. Infatti, esso fa registrare un +6,0% contro il +6,4% del cumulato del mese precedente, pur annoverando in territorio negativo i cumulati della Stampa e del Cinema.

  Sarà interessante rilevare nei prossimi mesi gli effetti – presumibilmente negativi – che la conclusione dei citati avvenimenti sportivi internazionali sarà in grado di esercitare sugli investimenti pubblicitari.

  Ad ogni buon conto le stime previsive calcolate sui dati sin qui disponibili prospettano una variazione positiva del +4,5% mentre la differenza acquisita si ferma ad un più contenuto +3,6%.

  In settembre il clima di fiducia dei consumatori peggiora lievemente, specie per la componente personale, mentre quella economica e futura sono in espansione pur in diversa misura.

  Il clima di fiducia delle imprese registra un aumento in tutti e quattro i settori considerati: maggiore per il commercio al dettaglio, minore per la manifattura, le costruzioni, i servizi di mercato.

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