“Donne nude nei manifesti a Gela” psicologa scrive al Codacons

Tratto da www.accentonews.it  Direttore Responsabile Filippa Antinoro

Rischia di salire agli onori della cronaca nazionale il caso esploso a Gela per una pubblicità di un imprenditore locale nel settore degli arredi che ha fatto affiggere manifesti 6x 3 in posti strategici per pubblicizzare un’offerta rivolta ai clienti.Piccolo particolare nel manifesto appaiono tre donne quasi nude o poco coperte, con dei raggi di luce che illuminano le parti più intime. Nulla di nuovo sotto il sole. E del resto ha commentato un signore che si è soffermato a lungo sotto il manifesto “sono belle ragazze e in televisione le vediamo anche più nude”. Ma la città si è un pò divisa. Molte donne hanno storto il naso ed una psicologa, impegnata contro la violenza sulle donne e sui minori, ha anche scritto al Codacons, l’Associazione che tutela i diritti dei consumatori, per segnalare quanto sta accadendo a Gela.

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img-20161001-wa0165modif“Vi contatto per segnalarvi la presenza in città di cartelloni pubblicitari lesivi dell’immagine della donna. I cartelloni ritraggono delle donne semi nude e nude ( dove le parti intime sono coperte da luci) in posizioni provocanti e ambigue. Non considerando il fatto che l’oggetto della vendita (le porte) in relazione alle immagini delle donne è allusivo ed esplicita contenuti diversi, negativi ed offensivi della dignità della donna. Il rischio è quello di associare la donna allo stereotipo della donna oggetto e non fa altro che alimentare questo tipo di luogo comune, per cui vi chiedo di intervenire  tempestivamente affinché pubblicità di questo genere non si ripetano più”.

img-20161001-wa0168modifE pare che non sia la prima segnalazione fatta al Codacons. Al momento però sono rimaste in silenzio le tante associazioni femminili presenti in città e molto impegnate nel campo dei diritti. Ma è facile che si facciano sentire nelle prossime ore.

Così come anche la Chiesa è rimasta in silenzio nonostante uno dei manifesti sia molto vicino ad una parrocchia molto frequentata.

Sarebbe bello anche conoscere il pensiero dell’Assessore al Sociale, Francesca Licia Abela, che ha voluto anche nei mesi scorsi uno sportello di ascolto contro la violenza sulle donne.

Al momento in molti si limitano a guardare ed apprezzare le donne discinte  sui manifesti alternando battutine più o meno spinte a frasi di circostanza.

Il caso dunque è scoppiato e si attendono anche le mosse del Codacons e dell’Amministrazione Comunale. In alcune città sono stati firmati protocolli d’intesa per evitare che gli spazi pubblici dati in concessione siano utilizzati per manifesti con messaggi equivoci.