Vizi pubblicitari – La querelle su The Late Late Show

di Federico Unnia  @federicounnia 

Soffia vento di “burrasca” su una delle più esilaranti trasmissioni d’intrattenimento della Cbs. Stiamo parlando del Carpool Karaoke, condotto da James Corden, nel quale si sono cimentati con diversi indici di gradimento e condivisione  su youtube diversi personaggi del mondo dello spettacolo: da Justin Bieber, 92 milioni di visualizzazioni a Jennifer Lopez (51 milioni); da Britney Spears 824 milioni circa) e Michelle Obama (43 milioni). Posto al fianco del noto guidatore, utilizzato anche da Tim Cook (l’imitatore di Crozza), pochi istanti prima dell’ingresso nell’arena per presentare il nuovo Iphone di Apple.

selena-gomex-late-show-mcdonald1Ebbene la formula, originaria e leggera, è finita nel mirino dell’associazione  Tina.org, da sempre impegnata nel verificare la correttezza di molte iniziative commerciali a braccetto con attività televisive e d’intrattenimento.

Secondo Tina, una delle puntate di maggior ascolto, quella con la pop star Selena Gomez, avrebbe contenuto alcuni riferimento commerciali non chiaramente esplicitati agli spettatori. In particolare è finito nel mirino lo stop che i due protagonisti hanno fatto, nel corso del loro peregrinare in auto, in un fast food McDonalds. Comprensibile l’attenzione epr simili effetti dal momento che lo show, oltre agli spettatori diretti è capace di generare condivisioni e visioni sulla rete con milioni di contatti.

cordenI produttori dello show, innanzi ad una simile infamante accusa, hanno subito messo in chiaro che si trattava di un’operazione pubblicitaria e che esistevano regolari contratti di sponsorizzazione.

Fatto, questo, reso ancor più palese da Mc Donalds, la quale proprio per annunciare la comparsata nello show aveva fatto stampare su tutte le confezioni dei suoi prodotti la prossima presenza nello show di James Corden.

cook-imita-crozzaInsomma, accorgimenti che avrebbero dovuto mettere in evidenza che lo spot nel fast food non era una forma non trasparente di pubblicità ma l’effetto di un accordo ben preciso.

Comunque sia, la querelle ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica americana, e tra gli addetti ai lavori, l’estrema delicatezza de confine che esiste tra show e adv, soprattutto ora che la rete permette una massificazione della fruizione, anche a distanza di settimane dalla messa in onda.