Vizi Pubblicitari – La cattiva denigrazione che è in noi

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di Federico Unnia

La denigrazione in sé non è detto sia sempre negativa. Mi spiego, il deridere il prodotto o servizio altrui è certamente un comportamento pubblicitario deprecabile. Ma è altrettanto vero che abbiamo assistito ad alcune campagne sanzionate perché denigratorie piacevoli, ironiche, belle.

Federico Unnia
Federico Unnia

La recente uscita di Vodafone non si colloca in questo novero delle campagne belle e dannate. Il Giurì ha infatti accolto il ricorso presentato da Wind nei confronti di uno spot di Vodafone ritenendolo non conforme all’art. 14 Cap.
Nel filmato, ambientato su una spiaggia, una giovane donna sembrava guardare verso un ragazzo, anch’egli sulla stessa riva, il quale, attratto dalla ragazza e incredulo di tali attenzioni, superata l’iniziale incredulità, le corre incontro euforico. Il ragazzo viene però superato da un altro giovane che lo anticipa nella corsa e conquista la ragazza. La dura realtà, ovvero non essere il preferito della giovane, viene accompagnato dal tema della nota canzone di Loredana Bertè “Sei Bellissima”, il cui ritornello viene però modificato in “Sei lentissimo”.

Secondo Wind il messaggio poneva in essere una comparazione illecita tra la rete 4G di Vodafone e quella dei concorrenti, inducendo il pubblico a ritenere che i servizi degli altri operatori siano inadeguati. Sarebbe inoltre un messaggio denigratorio degli altri operatori, additati come fornitori di reti mobili non di qualità, “lentissime”.

Vodafone ha eccepito che il messaggio avrebbe unicamente un carattere spettacolare, basandosi su una scena iperbolica e surreale. I colori scelti sarebbero neutri, tali da non richiamare segni distintivi della concorrenza. La comparazione si estrinsecava tra le diverse tecnologie attualmente fruibili, al fine di sensibilizzare gli utenti sui vantaggi derivanti dall’utilizzo della migliore connessione Internet al momento a disposizione, ossia quella 4G.

Il Giurì ha ritenuto lo spot in contrasto con l’art. 14 del Codice. Le caratteristiche fisiche e le espressioni del ragazzo sconfitto, nonché il ritornello musicale modificato, sono stati ritenuti scorretti in quanto finalizzati ad estremizzare il messaggio che si intende trasmettere. L’eccessiva lentezza del ragazzo, la sua espressione palesemente affranta, ridicola e grottesca, la ripetizione del motivo musicale sono tutti elementi che combinati risultano idonei a indurre la percezione non tanto di comicità ed ironia, quanto piuttosto di scherno, conferendo alla scena una connotazione denigratoria, che può essere decodificata dal pubblico come rivolta alla concorrenza. Insomma, deridere può anche andare, ma attenzione alla forma.
Da qui il blocco.